Brasile 1950, l'Uruguay espugna il campo dei verdeoro

ultimo aggiornamento: 09 giugno, ore 18:41
Il campionato mondiale di calcio torna dopo la sospensione durata dodici anni a causa della seconda guerra mondiale. La nazione ospitante il Brasile che vedr assegnare la prima Coppa Rimet, data la decisione da parte della FIFA di dedicare il massimo trofeo mondiale a colui che pi di tutti l’aveva fortemente voluto. Dall’ultima edizione del Mondiale, disputata in Francia nel 1938, che aveva visto la vittoria degli azzurri di Vittorio Pozzo, il paesaggio sportivo profondamente cambiato, le Olimpiadi di Londra del 1948 avevano messo in evidenza delle nuove realt che stavano venendo alla ribalta: Svezia, Jugoslavia e Danimarca avevano occupato il podio olimpico nel calcio in quest’ordine, mostrando una freschezza atletica e tattica superiore ad altri nazioni logorate dalla tragedia bellica. L’Italia, ancora sotto choc per la tragedia del 4 maggio 1949, quando l’aereo che riportava il Grande Torino in Italia da Lisbona si era schiantato contro la collina di Superga, cerca una propria identit che possa difendere il titolo, ormai vecchio di dodici anni, ma sia la faticosissima trasferta in SudAmerica, che una particolare formula di accesso alle fase successive miner il torneo degli azzurri. Proprio la tragedia di Superga, ancora viva nella memoria di tutti, convince la federazione italiana a programmare un viaggio in nave anzich in aereo, sebbene si tratti di una logorante trasferta in motonave della durata di quindici giorni. In pi la defezioni dell’ultim’ora dell’India complica la vita agli azzurri in un girone a tre dove una sconfitta significa sicura eliminazione dal torneo.
E proprio all’esordio, contro i forti svedesi, gli azzurri incappano in una giornata decisamente storta: nonostante l’iniziale vantaggio con Carapellese, gli azzurri guidati da una commissione tecnica presieduta da Ferruccio Novo, subiscono il ritorno degli scandinavi, in rete per tre volte, ed del tutto inutile il gol a un quarto d’ora dal termine siglato da Muccinelli, che non evita la sconfitta finale. Il successivo pareggio tra Svezia e Paraguay sancisce aritmeticamente l’eliminazione dell’Italia ancor prima dell’altro incontro degli azzurri, vinto contro i paraguaiani per 2-0 (reti ancora di Carapellese e di Pandolfini). Dopo una sola settimana l’Italia fa mestamente ritorno a casa. Anche negli altri gironi, per, le sorprese non mancano: per la prima volta partecipa al campionato del Mondo l’Inghilterra, patria del calcio moderno, ma dopo la facile vittoria contro il Cile, gli inglesi sono costretti a una resa umiliante prima contro i dilettanti degli Stati Uniti e poi contro le “furie rosse” spagnole, entrambe per 0-1. La Jugoslavia, grande sorpresa olimpica, cade per mano del Brasile padrone di casa, mentre l’Uruguay nella sfida secca con la Bolivia per la mancata partecipazione di Austria e Francia, fa un sol boccone dei boliviani con un rotondo 8-0 e ben cinque gol di Schiaffino.


GIRONE FINALE


La seconda fase del torneo prevede un girone finale all’italiana con quattro squadre: Brasile, Svezia, Spagna e Uruguay. I verdeoro battono agevolmente la Svezia (7-1, con un poker di Ademir, capocannoniere al termine del Mondiale con nove gol in sei partite) e la Spagna (6-1), mentre gli uruguaiani pareggiano con gli iberici 2-2 e sconfiggono a fatica gli scandinavi. All’ultima giornata il calendario mette di fronte proprio le due squadre sudamericane; ai brasiliani basta un pareggio per aggiudicarsi il titolo e gi pregustano la vittoria davanti a un Maracan gremitissimo. Dopo un primo tempo tirato e conclusosi sullo 0-0, i padroni di casa trovano addirittura il vantaggio al 47’ con una potente conclusione di Friaa. Gli uruguagi, trainati da un “indemoniato” Varela, detto “El Jefe”, non si perdono d’animo, nonostante sembri tutto ormai perduto.
Le stelle di Ghiggia e Schiaffino, autentici campioni dalla classe cristallina ed entrambi destinati a un futuro italiano con Milan e Roma, aspettano solo di accendersi per smorzare l’esultanza brasiliana. Al 66’ proprio Schiaffino a pareggiare le sorti della gara, infilando il portiere Barbosa. Il risultato ancora favorevole al Brasile, ma a poco pi di dieci minuti dalla fine Ghiggia insacca la rete del 2-1. Il pubblico ammutolito, i brasiliani cercano disperatamente di concretizzare l’assalto finale, ma a nulla serve. L’Uruguay campione del Mondo e un intero paese, il Brasile, cade nella disperazione pi totale. Una decina di tifosi muore di infarto al termine della gara, incidenti e disordini scoppiano ovunque al triplice fischio. Approfittando della confusione generale anche in campo avviene di tutto, addirittura viene sottratta la Coppa Rimet da mani ignote. I giocatori dell’Uruguay tornano, invece, trionfanti in patria, nonostante gli sfavori del pronostico l’ottima impostazione tattica degli uruguaiani, unita a un indispensabile forza d’animo, ha consentito loro di fregiarsi per la seconda volta nella storia del titolo pi prestigioso, quello Mondiale.


CANNONIERE


Il brasiliano Ademir fu il miglior marcatore dei campionati mondiali di calcio del 1950, realizzando 9 reti. Ma quei mondiali furono per Ademir forse il pi triste ricordo della sua carriera calcistica: il Brasile infatti perse clamorosamente la gara decisiva del girone finale contro l'Uruguay in quella che tutt'oggi ricordata come il "disastro del Maracan”. Con la Selecao ha realizzato ben 32 reti in 39 partite.


CURIOSITA'


Durante la seconda guerra mondiale la Coppa del mondo fu affidata alla custodia di Ottorino Barassi, presidente della Figc e vicepresidente della Fifa, che per nasconderla a un’apposita perquisizione delle truppe tedesche e per proteggerla dai bombardamenti la conserv in uno scatolone sotto il suo letto.
L’India, regolarmente qualificata, fu esclusa dal mondiale brasiliano per mano della Fifa che non diede ai giocatori indiani il permesso di giocare scalzi, come era tradizione nel paese asiatico.
Quando la radio britannica annunci la sconfitta inglese per mano degli Stati Uniti, molti tifosi non ci credettero e si convinsero in un errore dello speaker.
"O Maracanao", la disfatta del Maracan, ancora oggi considerata la pi grande beffa calcistica mai subita dalla nazionale brasiliana. Dopo la sconfitta con l’Uruguay nel paese furono proclamati tre giorni di lutto nazionale e i suicidi furono probabilmente qualche decina. In seguito a quella drammatica partita la Federazione brasiliana di calcio decise di cambiare i colori delle casacche da gioco: via il bianco, fu adottata una divisa verde-oro.
Ricordando a molti anni di distanza il silenzio surreale che venne a crearsi al Maracan al momento in cui realizz il suo gol, il centravanti uruguagio Ghiggia afferm che: A sole tre persone bastato un gesto per far tacere il Maracan. Frank Sinatra, il Papa ed io.


IL TABELLINO DELL'ULTIMA PARTITA DEL GIRONE FINALE


Uruguay-Brasile 2-1 (Rio de Janeiro, 16 luglio 1950)
Uruguay: Maspoli, M.Gonzales, Tejera, Gambetta, Varela, Rodriguez Andrade, Ghiggia, Perez, Miguez, Schiaffino, Moran. C.T.: Juan Lopez.
Brasile: Barbosa, Augusto, Juvenal, Bauer, Danilo, Rigode, Friaa, Zizinho, Ademir, Jair, Chico. C.T.: Flavio Costa.
Arbitro: Reader (Inghilterra)
Marcatori: Friaa 47’ (BRA), Schiaffino 66’ (URU), Ghiggia 79’ (URU)
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