Calcio, il campionato di Serie A non parte: Lega dice no alla proposta dei giocatori

ultimo aggiornamento: 26 agosto, ore 21:18
Roma - (Adnkronos) - Abete (Figc): "C' il rischio di uno sciopero a oltranza". Tommasi: ''Abbiamo teso la mano fino all'ultimo. I giocatori sono dispiaciuti ma non possono scendere in campo". Il sottosegretario Crimi: "Sciopero pi anomalo nella storia dell'Italia". Cellino: "Colpa di Beretta, presidente incapace"


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Milano, 26 ago. - (Adnkronos) - La prima giornata del campionato di calcio di Serie A e' stata rinviata. Lo ha ufficializzato da Coverciano il presidente della Figc Giancarlo Abete. "L'Associazione dei calciatori ha confermato l'intenzione di non scendere in campo -ha detto Abete- in mancanza della firma sull'accordo collettivo, e io ho interpretato di conseguenza la delega avuta all'unanimita' dal Consiglio federale per rinviare la prima giornata".

Nell'esprimere tutta la sua "amarezza", Abete ha anche affermato che "permane il rischio pensando alle gare successive", visto che "l'ipotesi di uno sciopero ad oltranza e' uno dei problemi che si pone".

''Abbiamo teso la mano fino all'ultimo. I giocatori sono dispiaciuti, non possono scendere in campo. La Lega cerca la rottura da un anno e mezzo'' dice Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione italiana calciatori (Aic). Tommasi stamane ha proposto alla Lega un contratto ponte fino al 2012. ''Abbiamo provato a fare di tutto per evitare che saltasse lo spettacolo del campionato. Non e' stata accettata nemmeno l'ultima soluzione. Io ho voluto provarci fino alla fine, ma all'interno del calcio c'e' una componente che ha oggettive difficolta' di movimento. Io ho offerto un'apertura in extremis e mi sono beccato anche i rimproveri di qualche calciatore'', dice il numero 1 del sindacato a Sky Sport24.

Sul fronte opposto Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A, secondo cui la proposta dell'Assocalciatori (Aic) "era fatta per farsi dire di no''.

Tommasi per non ci sta. ''L'atteggiamento della Lega e' sempre stato questo: ogni volta che siamo stati vicini all'accordo, da un cassetto e' uscita un'altra richiesta. Non so dove voglia andare a parare la Lega, si fa fatica ad avere una controparte con cui confrontarsi. Il sistema sta subendo questa situazione che porta ad un muro contro muro''.

''Da professionisti e' giusto aprire una stagione con un accordo collettivo sottoscritto, qui non si parla di privilegi'', dice ancora. Il campionato, se arrivera' la fumata bianca, comincera' nella migliore delle ipotesi il 10 e 11 settembre: ''Ora ci confronteremo di nuovo, la nostra posizione e' che senza il contratto collettivo non vogliamo iniziare il campionato. Non e' che ci fermiamo adesso e va bene cosi'...''.

Beretta spiega invece le ragioni che hanno portato a rifiutare la proposta dei calciatori. "La proposta prevedeva di firmare per un anno il contratto sottoscritto dall'ex presidente dell'Aic, Campana. Mesi di contratto sarebbero stati buttati via, sarebbe stato un enorme passo indietro. Diciamo che si e' trattato di una proposta tattica, d'immagine'', dice a Sky Sport24.

''Avremo il blocco per la pretesa di allenarsi tutti insieme appassionatamente e per il rifiuto a sottoscrivere l'impegno a farsi carico del contributo di solidarieta''', dice riferendosi ai due nodi principali: l'articolo 7 riguarda gli allenamenti separati dei cosiddetti fuori rosa, l'articolo 4 e' relativo al contributo di solidarieta' previsto dal governo. ''Noi chiediamo la disponibilita' di principio a fare la propria parte. Chiediamo un'assunzione precisa di responsabilita' senza se e senza ma. Questa disponibilita' non c'e' stata'', afferma.

''Nulla impedirebbe di confrontarsi senza l'assurdo ricorso allo sciopero. L'Aic ha sempre affrontato il confronto con un'arma carica: e' un modo inaccettabile che porta a questi disastri. La responsabilita' e' solo di una parte che ha deciso di scioperare'', dice ancora puntando il dito contro il sindacato dei giocatori.

Il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, e' convinto che la Lega sia divisa. ''Il dato reale e' che, chiamati a decidere su posizioni chiare, i presidenti si sono espressi con una netta maggioranza (18-2, ndr)'', dice Beretta riferendosi al voto espresso dall'ultima assemblea della categoria.

''I presidenti hanno deciso, con l'ultima votazione, che il contributo di solidarieta' va inserito nel contratto collettivo. L'accordo ponte non prevedeva quest'ipotesi e, per questo, non era attuabile: sarebbe servito un nuovo voto dell'assemblea. Non stiamo parlando di meccanismi discrezionali, ci sono organi deputati a prendere le decisioni'', spiega.

''L'Aic farebbe meglio a interrogarsi sul modo di garantire il futuro migliore al calcio italiano. Vediamo cosa ci proporra' l'Aic dopo questa inutile dimostrazione muscolare'', dice prima di proporre una considerazione ''che in parte e' sfuggita''. ''Per un anno abbiamo giocato senza un accordo collettivo, ma non c'e' nessun giocatore privo di un contratto valido che garantisca il pagamento degli stipendi e tutte le tutele.


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