Calcio: su Oss. Romano Mazzola e Rivera ricordano Herrera e Rocco

ultimo aggiornamento: 01 giugno, ore 17:50

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Citta' del Vaticano, 1 giu. (Adnkronos) - Sara' aperta fino all'8 settembre a Milano, a Palazzo Reale, la mostra 'Milan Inter '63. La leggenda del Mago e del Paro'n', un percorso di immagini, ricordi e documenti dedicato a una coppia celeberrima del calcio internazionale, Helenio Herrera e Nereo Rocco, gli allenatori dei grandi successi nerazzurri e rossoneri negli anni Sessanta. Due campioni-simbolo delle squadre milanesi, Sandro Mazzola e Gianni Rivera, tracciano per l'Osservatore Romano un profilo dei due grandi allenatori.

''Helenio Herrera e Nereo Rocco. Va detta innanzitutto una cosa: erano due personaggi eccezionali. Ufficialmente se la tiravano sempre contro, in realta' si sentivano, si parlavano. Fare l'interista e il milanista era per loro una specie di gioco, ma si stimavano moltissimo'', ricorda Sandro Mazzola. ''Diversi nel carattere e anche tecnicamente. Avevano una conduzione del gruppo radicalmente differente. Herrera era il numero uno e comandava. Magari ci faceva parlare, ma poi faceva sempre quello che pensava lui. Rocco invece -prosegue Mazzola- aveva il gruppo dei quattro o cinque vecchi giocatori con i quali discuteva e poi tirava le somme. Herrera gestiva tutto''. Fu il primo a lavorare ''nella testa dei giocatori, ad allenare il ragionamento veloce durante il gioco. A pensare prima degli altri. Fu cosi' che nacque il nostro contropiede: tre passaggi e in porta. Ed entrammo nella storia del calcio''.

Quanto a Gianni Rivera, sottolinea subito sul quotidiano vaticano che ''ricordare Rocco e' sempre un esercizio molto piacevole. Ho vissuto con lui quasi tutta la mia carriera calcistica. L'ho incontrato la prima volta a Roma. Gipo Viani, responsabile tecnico della Nazionale olimpica ma anche general manager del Milan, lo coinvolse nella conduzione della bella ma sfortunata squadra olimpica del 1960. Un modo indiretto per ''corteggiarlo'' e farlo diventare allenatore del Milan. Non fu immediato il ''matrimonio'' tra Milan e Rocco ma solo rimandato. Nereo infatti accetto' di trasferirsi da Padova, la societa' che lo aveva fatto maturare e preparare al passaggio da una compagine provinciale — che, pero', grazie anche a lui sfioro' uno scudetto — a una citta' metropolitana l'anno seguente, il 1961''.


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