Francia 1938, l'Italia fa il bis a Parigi

ultimo aggiornamento: 09 giugno, ore 18:38
L’Italia campione del Mondo in carica va in Francia a difendere il proprio titolo, forte del successo olimpico di Berlino nel 1936. Anche in questa edizione, come nelle precedenti, sorgono polemiche sulla partecipazione di alcune squadre. Uruguay, campione nel 1930, e Argentina rifiutano la trasferta europea per il mancato rispetto da parte della FIFA di alternare i Mondiali tra Europa e Sud America; uniche rappresentanti del continente americano sono cos Brasile e Cuba, mentre per la prima volta l’Asia invia una propria selezione, quella delle Indie Olandesi. L’Austria, sebbene qualificata alla fase finale del torneo non partecipa ai Mondiali francesi per aver subito pochi mesi prima l’Anschluss da parte della Germania di Hitler, che aveva rilegato l’ex potenza europea al ruolo di semplice provincia tedesca. Al posto degli austriaci viene invitata a partecipare l’Inghilterra, ma i britannici rifiutano per l’impossibilit di presentare una formazione di livello. La Svezia, che avrebbe dovuto affrontare la selezione austriaca, inizia cos il proprio Mondiale a partire dai quarti di finale.
Gli azzurri debuttano contro gli ostici norvegesi, necessario un gol di Piola nel corso dei supplementari per avere la meglio sugli scandinavi, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull’1-1. Nei quarti di finale l’Italia incontra proprio la squadra di casa e, dopo un primo tempo molto combattuto, chiusosi sull’1-1, riesce a trovare nella ripresa la strada della vittoria grazie a Silvio Piola, autore della doppietta che fissa il risultato sul 3-1 per gli uomini di Pozzo. Il penultimo ostacolo per gli azzurri prima della finale di Parigi il Brasile, un avversario non particolarmente difficile, nonostante la vittoria di misura dell’Italia per 2-1, in quanto orfana per infortunio delle due stelle verdeoro, Leonidas (capocannoniere dei Mondiali con otto reti in quattro gare) ed Hercules. Ai gol di Colaussi e Meazza risponde a una manciata di minuti dal fischio finale il brasiliano Romeu. L’Italia raggiunge la seconda finale consecutiva, questa volta l’avversario l’Ungheria.


LA FINALE


I magiari arrivano alla finale dopo aver eliminato nell’ordine Indie Olandesi, Svizzera e Svezia. Un cammino relativamente semplice, durante il quale hanno realizzato tredici gol subendone solo uno, ad opera dello svedese Nyberg. Psicologicamente essere arrivati alla finale in tutta tranquillit non costituisce un vantaggio per l’Ungheria, ben consapevole di trovarsi di fronte un avversario molto agguerrito e che sotto il profilo atletico e tecnico vale molto di pi di tutte le altre selezioni affrontate fino a quel momento. L’Italia, al contrario, arriva a Parigi ben rilassata, conscia delle proprie capacit. La partita si mette subito in discesa per gli azzurri, grazie a una grande conclusione al volo di Colaussi gi al 5’, ma dopo soli due minuti arriva l’immediato pareggio ad opera di Titkos, che insacca alle spalle dell’estremo difensore italiano Aldo Olivieri. La rete avversaria sembra per pi un incidente di percorso che un reale tentativo di riequilibrare la partita; a ristabilire le distanze ci pensa infatti Piola al 16’ a conclusione di una bellissima azione d’attacco nell’area di rigore ungherese. Al 35’ la gara prende la svolta decisiva ancora grazie a Colaussi, che sigla la sua personale doppietta con un esterno destro che inganna il portiere; si va al riposo sul 3-1 per l’Italia. Nella ripresa l’Ungheria cerca di riaprire la partita trovando il gol con Sarosi I, ma Piola chiude definitivamente il discorso all’82’ con un tiro che si insacca nell’angolino basso. L’Italia vince cos per 4-2 sui magiari e trionfa per la seconda volta consecutiva. Sar questa l’ultima edizione dei Mondiali prima della seconda guerra mondiale, che fermer gran parte del mondo sportivo fino al 1945, la Coppa del Mondo di calcio torner soltanto nel 1950, in Brasile.


CANNONIERE


Il brasiliano Leonidas, detto anche "il Diamante nero", realizz ben otto reti in quattro partite disputate, ma non riusc a far conquistare alla Selecao la Coppa del Mondo (il ct Pimenta decise di risparmiarlo nella semifinale contro l’Italia per averlo fresco in una finale mai raggiunta). Punta dal dribbling straordinario, rimasto nella storia per le sue acrobazie sotto porta, tra cui la celebre "bicicleta".


CURIOSITA'


L’Italia gioca in terra transalpina con il tifo marcatamente contro dei francesi, essendo la squadra esponente del regime di Mussolini e talvolta anche in campo con una maglia nera. Una bordata di fischi accoglie il saluto romano all’inizio degli incontri. Lo stesso "trattamento" viene riservato anche alla Germania.
In seguito alla deludente prestazione nell’esordio mondiale contro la Norvegia, eliminata a fatica, gli azzurri chiesero a Pozzo di concedere loro una serata libera per svagarsi dopo due mesi di totale clausura. Il ct assecond la richiesta.
Giuseppe Meazza, Giovanni Ferrari, Guido Masetti e Eraldo Monzeglio furono gli unici giocatori azzurri presenti in entrambi i trionfi mondiali del 1934 e 1938.
Nella semifinale contro il Brasile, nel momento di calciare un rigore assegnatoli, a Meazza si ruppe l’elastico dei calzoncini: il "Balilla" senza troppi problemi calci in rete il tiro dal dischetto tenendosi i pantaloni con una mano.
Vittorio Pozzo con il trionfo in Francia conquist un altro trofeo internazionale, aver vinto iMondiali del 1934 e le Olimpiadi del 1936, diventando cos uno dei tecnici pi famosi della storia.


IL TABELLINO DELLA FINALE


Italia-Ungheria 4-2 (Parigi, 19 giugno 1938)
Italia: Olivieri, Foni, Rava, Serantoni, Andreolo, Locatelli, Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi. C.T.: Vittorio Pozzo.
Ungheria: Szabo, Polgar, Bir, Szalay, Szucs, Lazar, Sas, Vince, Sarosi I, Zsengeller, Titkos. C.T.: Karoly Dietz.
Arbitro: Capdeville (Francia)
Marcatori: Colaussi 5’ (ITA), Titkos 7’ (UNG), Piola 16’ (ITA), Colaussi 35’ (ITA), Sarosi I 70’ (UNG), Piola 82’ (ITA)
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