Inghilterra 1966, la squadra di sua maest vince in casa

ultimo aggiornamento: 09 giugno, ore 14:29
Nel 1966 i campionati del Mondo si giocano in Inghilterra, terra natia del calcio moderno. La federazione inglese, dopo aver snobbato tutte le edizioni prima della seconda guerra mondiale, aveva rimediato sino a quel momento solo delle storiche sconfitte, rese ancora pi cocenti da una presunta superiorit inglese mai del tutto dimostrata sul campo, in particolare lontano da Londra. La svolta per gli inglesi arriva all’indomani del Mondiale del ’62 con la nomina di Alf Ramsey alla guida della nazionale britannica dopo il regno quasi ventennale di Walter Winterbottom. Il nuovo tecnico cerca di cambiare non solo la mentalit dei giocatori, ma anche e soprattutto la tattica, ancora legata al modulo WM, ormai vecchio di trent’anni.
Oltre agli inglesi, sono favoriti d’obbligo il Brasile detentore del trofeo, i campioni d’Europa della Spagna, l’Ungheria campione olimpica e l’Italia di Edmondo Fabbri, chiamata a recitare un ruolo di protagonista dopo il pessimo Mondiale cileno. I tempi, per, per gli azzurri non sono ancora maturi e, come vedremo, ai campionati del Mondo del 1966 legata una delle pagine pi nere della storia del calcio italiano. Gli azzurri vengono inseriti in un girone apparentemente abbordabile, con i soli sovietici in grado di impensierire la formazione di Rivera, Mazzola e Bulgarelli. La gara d’esordio offre la rivincita del Mondiale precedente contro il Cile, una vittoria per 2-0 che sa di vendetta. Contro l’URSS arriva una prevedibile sconfitta, seppur onorevole, per 1-0, prima dell’ultima gara del gruppo 4 contro la Corea del Nord, una formazione qualificata alla fase finale solo per il forfait di protesta delle selezioni africane contro la FIFA, e definita dall’osservatore azzurro Ferruccio Valcareggi con un esaustivo “Ridolini”. Alla formazione guidata da Edmondo Fabbri basta un pareggio per accedere ai quarti di finale, ma all’Ayresome Park di Middlesbrough si consuma una disfatta clamorosa per l’Italia. In 10 per l’infortunio di Bulgarelli (all’epoca non si potevano ancora effettuare sostituzioni) l’Italia sciupa tantissime occasioni da gol e nell’unica opportunit capitata sui piedi degli asiatici lo sconosciuto Pak Doo Ik a battere Albertosi e regalare successo e qualificazione ai suoi. Altra clamorosa sorpresa la riserva l’eliminazione del Brasile per mano del Portogallo, forte del giocatore di origini mozambicane Eusebio, gi vincitore del Pallone d’oro l’anno prima.
Eliminate al primo turno anche Francia e Spagna, ai quarti accedono cinque squadre europee (Inghilterra, Germania Ovest, Portogallo, URSS e Ungheria), due sudamericane (Argentina e Uruguay) oltre alla Corea del Nord, unica rappresentante asiatica. I coreani non vogliono smettere di stupire e, sulle ali dell’entusiasmo dopo la prestigiosa vittoria sull’Italia, affrontano il Portogallo. Dopo 24 minuti nella sfida contro i lusitani il risultato parziale di 3-0 a favore degli asiatici, ma Eusebio e compagni non si lasciano abbattere e riescono a ribaltare il risultato sul 5-3. La Germania Ovest batte nettamente l’Uruguay per 4-0 e l’URSS supera, non senza faticare, una tenace Ungheria per 2-1. Nella sfida pi interessante, tra Inghilterra e Argentina, un arbitraggio decisamente a favore dei padroni di casa consente agli albionici di superare i sudamericani per 1-0 con un gol in netto fuorigioco di Hurst. In semifinale accedono cos soltanto formazioni europee. I padroni di casa si impongono contro il Portogallo per 2-1 con una prestazione finalmente convincente sotto tutti punti di vista contro un avversario tenace e trascinata da Eusebio, che sar capocannoniere del torneo con nove gol in sei partite e che porter la sua squadra al terzo posto finale. Nell’altra semifinale la Germania Ovest rispetta i favori del pronostico e supera l’Unione Sovietica per 2-1 con le reti di Haller e di un giovanissimo, ma gi consapevole dei propri mezzi, Franz Beckenbauer.


LA FINALE


Alla finale di Wembley arrivano due squadre in perfetta forma e con i rispettivi undici titolari, il pubblico, che registra, tra gli altri, anche alla regina d’Inghilterra Elisabetta II, si aspetta dunque una grandissima finale. I tedeschi intendono decisamente rovinare la festa, gi pronta, agli inglesi e si portano in vantaggio gi al 12’ grazie a un gol del giocatore del Bologna Helmut Haller, che supera Banks con un esterno destro. Un’incornata di Hurst sei minuti pi tardi riporta il match in parit, con gli inglesi incitati dal pubblico di casa verso la vittoria. Per circa un’ora i tentativi da una parte e dall’altra vanno a vuoto, sia per merito dei difensori che per demerito degli attaccanti, finch Peters al 78’ rompe l’equilibrio che si era creato fino a quel momento approfittando di un errore difensivo e battendo il portiere teutonico Tilkowski. Quando ormai manca poco meno di un minuto al triplice fischio ci pensa per Weber a siglare il 2-2 dopo un’incredibile serie di lisci davanti alla porta inglese in seguito a un calcio di punizione a favore dei tedeschi.
La sfida, che sembrava ormai decisa a favore degli inglesi, vede cos un’imprevista “coda” nei tempi supplementari. Il destino tuttavia benevolo nei confronti degli inglesi. All’11’ del primo tempo supplementare Hurst conclude prepotentemente a rete, il tiro dell’attaccante incoccia la traversa e ritorna in campo; i giocatori inglesi esultano anche se non chiaro se la sfera abbia varcato o meno la linea bianca di porta. Il direttore di gara, dopo un momento di indecisione, convalida il gol del 3-2 per gli inglesi, ma le immagini mostreranno successivamente che il pallone non era entrato. I tedeschi si spengono e subiscono anche il definitivo gol del 4-2 all’ultimo minuto di una gara interminabile che assegna agli inglesi la Coppa Rimet, si tratta del primo successo mondiale per gli inventori del calcio moderno.


CANNONIERE


Eusebio, “la pantera nera”, una vera risposta europea a Pel, guid il Portogallo al terzo posto segnando ben nove reti, tra cui un poker alla Corea del Nord. Dotato di un dribbling ineguagliabile, l’attaccante di origini mozambicane fu stella indiscussa del calcio europeo degli anni Sessanta, tanto che vinse un pallone d’oro e due scarpe d’oro, oltre ad una Coppa dei Campioni con il suo Benfica.


CURIOSITA'


Il 20 marzo del 1966, durante un’esposizione di francobolli a Londra dove era esposta, la Coppa Rimet venne rubata. Scotland Yard si gett alla caccia dei ladri senza per riuscire a scovare il trofeo, e quando ormai si cominciavano a perdere le speranze di ritrovamento, un cane bastardino di nome Pickles la ritrov in un parco londinese, nascosta in un cespuglio e avvolta in un giornale.
I mondiali inglesi furono i primi ad avere una vera e propria commercializzazione, tanto che furono ideati per la prima volta una mascotte (il leoncino Willie) e un logo della competizione.
Che la Corea del Nord fosse facile preda per l’Italia lo credevano tutti. Ferruccio Valcareggi and a studiarli per conto del ct. “A vederli giocare sembrano una comica di Ridolin”, questo il suo commento. Tanta era la sicurezza di una facile vittoria che Gianni Brera scrisse che in caso di sconfitta non avrebbe pi scritto una riga di calcio.
Per gli azzurri non mancheranno polemiche, sospetti legati a un ipotetico doping “subito” da Mazzola e compagni per detronizzare Fabbri e l’accoglienza poco piacevole da parte dei tifosi italiani all’aeroporto di Genova al ritorno dalla spedizione mondiale con lancio di uova marce e pomodori ai danni degli strapagati calciatori.
Nella finalina per il terzo e il quarto posto tra Portogallo e URSS prevalsero i lusitani, che firmarono il miglior piazzamento in un mondiale di calcio della loro storia.
Geoff Hurst tuttora l’unico calciatore ad aver messo a segno una tripletta in una finale della coppa del mondo. E uno di questi il “gol fantasma” pi famoso della storia.


IL TABELLINO DELLA FINALE


Inghilterra-Germania Ovest 4-2 (d.t.s.) (Londra, 30 luglio 1966)
Inghilterra: Banks, Cohen, Wilson, Stiles, J.Charlton, Moore, Ball, Hurst, R.Charlton, Hunt, Peters. C.T.: Alf Ramsey.
Germania Ovest: Tilkowski, Hottges, Schnellinger, Beckenbauer, Schulz, Weber, Haller, Seeler, Held, Overath, Emmerich. C.T.: Helmut Schon.
Arbitro: Diens (Svizzera)
Marcatori: Haller 12’ (GER), Hurst 18’ (ING), Peters 78’ (ING), Weber 90’ (GER), Hurst 101’ (ING), Hurst 120’ (ING)
(Powered by Datasport)
commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
TAG
non ci sono tag per questa notizia
tutte le notizie di Sport
commenta commenta 0    invia    stampa