Fiat, a Melfi cassa integrazione per 2 anni Attacco Fiom. L'Ad: "Non chiuderemo"

ultimo aggiornamento: 15 gennaio, ore 19:27
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'annuncio alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni. Fim: "Parte la ristrutturazione per la produzione dei due nuovi modelli gi annunciati dalla Fiat" durante la visita di Monti a Melfi. Landini: "Fim e Uilm prima si fermano a riflettere meglio per tutti...siamo entrati in un tunnel non usciti". Marchionne: "Andremo avanti finch potremo"


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Roma, 15 gen.(Adnkronos/Ign) - La Fiat di Melfi ha chiesto la cassa intergrazione straordinaria a partire dall'11 febbraio fino al 31 dicembre 2014 per ristrutturazione. In questo periodo le linee saranno adeguate alle nuove produzioni del mini suv della 500 e della Jeep che sono state presentate il 20 dicembre scorso con la visita dell'ad Marchionne, del presidente Jhon Elkann e del premier Mario Monti.

"L'azienda - annuncia il coordinatore nazionale Fim Cisl del gruppo Fiat, Leonardo Burm - ha comunicato oggi l'avvio della procedura con cui far partire la ristrutturazione dello stabilimento per la produzione dei due nuovi modelli gi annunciati dalla Fiat".

Il rappresentante sindacale della Cisl dunque fiducioso: ''La fase che si apre vedr sicuramente un 2013 molto complicato per le note vicende legate al mercato dell'auto in particolare in Europa e in Italia ma - sottolinea - l'avvio della ristrutturazione offre allo stabilimento di Melfi prospettive future molto concrete e lo impegna su una dimensione non solo pi europea, ma mondiale e questo l'aspetto pi significativo e importante per una rapida uscita dalla crisi e di garanzia per il futuro del lavoro.

Di segno opposto la reazione della Fiom (Cgil) che esprime "forte preoccupazione perch - si legge sul sito del sindacato metalmeccanico - non si conoscono i dettagli degli investimenti". Il sindacato dei metalmeccanici Cgil chiede quindi "massima trasparenza nella cigs al fine di garantire la rotazione al lavoro di tutti i lavoratori, per impedire come avvenuto a Pomigliano discriminazioni e perdite salariali a danno dei lavoratori che da diversi anni stanno pagando la crisi, oltre al dettaglio del piano industriale con gli investimenti per evitare sorprese".

''Basta con le letture politiche a Melfi", insorge il segretario nazionale Fim (Cisl), Ferdinando Uliano. "Partono gli investimenti per la 500X e per il piccolo Suv marchio Jeep, che danno prospettive di lavoro e l'annuncio della cassa integrazione per ristrutturazione viene fatta per intervenire materialmente sulle linee. Mi pare ovvio", prosegue.

Stessa linea per la Uilm (Uil): ''L'allarmismo diffuso per motivi strumentali e persino elettoralistici dopo l'annuncio Fiat di cassa integrazione a rotazione per lo stabilimento di Melfi non trova alcuna motivazione reale perch, come ha spiegato l'azienda nella comunicazione ai sindacati aziendali, il provvedimento necessario per realizzare il piano di investimenti per un miliardo di euro previsto per la Sata'', afferma il segretario provinciale Vincenzo Tortorelli.

Ma il segretario nazionale Fiom Maurizio Landini ribatte: "Fim e Uilm prima si fermano a riflettere meglio per tutti...siamo entrati in un tunnel non usciti".

L'annuncio di due anni di cigs a Melfi infatti visto da Landini come l'ultimo atto di una strategia Fiat: "Quella di ridimensionare occupazione e produzione". "Siamo alla fase due di Fabbrica Italia - dice Landini -: prima sono state cancellate le premesse ora si cancella l'occupazione", ribadisce mettendo in fila il verbale sulla mobilit a Pomigliano, "che sancisce come non ci potr essere nessun nuovo ingresso", la chiusura di Termini Imerese, quella di Irisbus nonch "l'incerto futuro" di Cassino e Mirafiori. "Tutto questo dice che nei fatti siamo gi in presenza di una riduzione di occupazione di un ridimensionamento della capacit produttiva", prosegue Landini che aggiunge, al quadro, anche il contratto-ponte che Fiat e sindacati si apprestano a firmare a breve: "Di deroga in deroga non solo si cancella un contratto ma si sta programmando la riduzione del salario".

Ma da Detroit l'ad del Lingotto Sergio Marchionne fa sapere che ''non chiuderemo impianti''. ''Abbiamo avviato un processo di ristrutturazione e andremo avanti finch potremo. E' un processo di aggiustamento doloroso ma necessario''.

Dal governo dimissionario intanto, il ministro del lavoro Elsa Fornero fa sapere che "la richiesta di cassa integrazione straordinaria non stata ancora presentata formalmente ai nostri uffici ma mi stato detto che ci sar una richiesta di Cigs per ristrutturazione". E dalla Fiat, rassicura ancora Fornero, "mi stato detto che questo un seguito dell'impegno di investire nella fabbrica di Melfi, di dare corso al piano di investimenti" presentato lo scorso 20 dicembre al presidente del Consiglio Monti. Non appena la richiesta sar arrivata, ha concluso il ministro, "apriremo l'istruttoria, valuteremo ogni aspetto del piano e vedremo se e in che modo concedere la cassa integrazione straordinaria".


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