'Ndrangheta, sequestrati beni per 30 milioni a 'medico della cosca'

ultimo aggiornamento: 31 agosto, ore 12:40
Reggio Calabria - (Adnkronos) - L'operazione della Dia ha interessato tre societ in ambito sanitario e due nel settore immobiliare ed edilizio oltre un terreno edificabile in una zona di rilevantissimo interesse turistico. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria ha sottolineato la validit della "strategia di colpire anche i patrimoni dei colletti bianchi"


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Reggio Calabria, 31 ago. (Adnkronos) - Ammonta a 30 milioni di euro il patrimonio sequestrato dalla Dia di Reggio Calabria nei confronti di M.F., medico 51enne ritenuto vicino alla cosca Mole' di Gioia Tauro. Il provvedimento e' stato emesso dal tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura distrettuale antimafia e si basa sulla sentenza emessa nei confronti del medico in seguito all'operazione 'Tempo'.

La sentenza, ha spiegato in conferenza stampa il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Michele Prestipino, era stata confermata sia in Appello che in Cassazione, ma poi un ricorso dei legali di M.F. rivelo' una irregolarita' procedurale, che ha rinviato ad una nuova sentenza d'Appello. Il nuovo processo di secondo di secondo grado iniziera' il 25 ottobre prossimo.

Tra i beni sequestrati questa mattina ci sono cinque societa', tra cui tre che operano nell'ambito sanitario, in provincia di Roma, Trapani e Reggio Calabria. Le altre due societa' sequestrate operano nel settore immobiliare ed edilizio. E' stato sequestrato anche un terreno edificabile di 25 mila metri quadri, di cui 22 mila metri quadri circa a Ricadi (Vibo Valentia) in una zona di rilevantissimo interesse turistico.

Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria ha sottolineato la validita' della "strategia di colpire anche i patrimoni dei colletti bianchi, ai quali il medico e' certamente riconducibile". Al Tribunale di Palmi e' pendente un altro procedimento che riguarda la struttura sanitaria accreditata presso la Regione Calabria per l'ipotesi di truffa.

Prestipino ha anche ricordato lo spessore del medico che "faceva da raccordo anche tra altri professionisti e il boss Rocco Mole' (ucciso nel 2008) anche per perizie che servivano ad agevolare gli arrestati e farli uscire dal carcere anzitempo".


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