Nel cosentino la Gdf sequestra 22 mila tonnellate di ferriti di zinco in siti di interesse nazionale

ultimo aggiornamento: 17 febbraio, ore 14:03
Cosenza, 17 feb. - (Adnkronos) - Iscritti nel registro degli indagati i legali rappresentanti pro-tempore della societ produttrice dei rifiuti che hanno cagionato l'inquinamento
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Cosenza, 17 feb. - (Adnkronos) - Tre aree ubicate nelle contrade ''Tre Ponti'' e ''Chidichimo'' di Cassano allo Ionio e ''Capraro'' di Cerchiara di Calabria, con circa 22 mila tonnellate di ferriti di zinco, sono state sequestrate questa mattina dai militari della Guardia di Finanza di Sibari a conclusione di una specifica attivita' investigativa coordinata, in materia di Polizia Ambientale, dalla Procura di Castrovillari. L'indagine scaturisce da un'attivita' precedente, svolta dalla Brigata della Guardia di Finanza di Trebisacce (oggi soppressa) che in passato aveva messo a nudo un sistema ben collaudato di smaltimento illecito di svariate tonnellate di rifiuti tossici.

Quell'attivita', svolta tra il 1995 e il 1996, si e' conclusa con il sequestro complessivo di oltre 117 mila tonnellate di ferriti di zinco provenienti da una societ di Crotone, oggi sotto inchiesta per lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Ben 22mila tonnellate di quei prodotti, grazie anche alla connivenza di ditte locali, secondo gli investigatori, sono state interrate proprio nei 20 mila mq di queste aree inserite, peraltro, all'interno del perimetro del ''Sito di Interesse Nazionale'' di ''Crotone, Cassano e Cerchiara di Calabria''.

L'attivita', che oggi vede le Fiamme Gialle nuovamente impegnate nel sequestro dei siti gia' precedentemente cautelati e poi dissequestrati, e' stata disposta dalla Procura della Repubblica di Castrovillari a causa della mancata realizzazione degli interventi di bonifica in conformita' al progetto approvato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; interventi, per i quali erano stati anche stanziati quattro milioni e mezzo di euro nell'ambito dell'Accordo Quadro di Programma in materia di tutela e risanamento del territorio della Regione Calabria.

Ulteriore necessita', rilevano gli inquirenti, e' quella di mettere di nuovo in sicurezza i siti, dal momento che parte delle opere realizzate dall'Ufficio del Commissario delegato per l'emergenza ambientale in Calabria, dai sopralluoghi effettuati dai Finanzieri di Sibari insieme al personale del Dipartimento Arpacal di Cosenza sono risultate deteriorate. Specialmente nell'area ''Chidichimo'' di Cassano all'Ionio e' stata infatti riscontrata l'inidoneita' della copertura in ''Hdpe'' utile a garantire la necessaria impermeabilita' affinche' pericolosi componenti di metallo, come piombo, cadmio, rame, arsenico e zinco presenti nelle ''ferriti'', possano essere veicolati nei terreni sottostanti.

In base alle risultanze investigative la Procura di Castrovillari ha proceduto anche all'iscrizione nel registro degli indagati dei legali rappresentanti pro-tempore della societ produttrice dei rifiuti che hanno cagionato l'inquinamento.

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