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Napoli, immigrati assaltano la Questura. Feriti venti agenti

ultimo aggiornamento: 25 ottobre, ore 17:58
Napoli - (Adnkronos/Ign) - In trenta hanno fatto irruzione nell'ufficio immigrazione e hanno aggredito tutti i poliziotti presenti. Cinque fermi. Gli extracomunitari avevano ricevuto poco prima il no della Prefettura alla loro richiesta di rifugiati politici. Fortemente danneggiata anche un'auto della polizia


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Napoli, 25 ott. - (Adnkronos/Ign) - Una trentina di nordafricani ha assaltato nella tarda mattinata l'ufficio immigrazione della Questura di Napoli situato in via Galileo Ferraris. Gli extracomunitari avevano ricevuto poco prima il no della Prefettura alla loro richiesta di rifugiati politici. Il gruppo ha fatto irruzione nell'ufficio immigrazione e ha aggredito tutti i poliziotti presenti: 20 agenti sono finiti all'ospedale. Devastata anche un'auto della polizia

La battaglia è durata una mezz'ora. 17 agenti dell'ufficio sono finiti all'ospedale, con loro anche un collega proveniente da un altro ufficio e due poliziotti di una volante arrivati in soccorso dei colleghi. I 20 feriti sono tutti di sesso maschile. Nessuno di loro è grave. Scampate alle botte la dirigente dell'ufficio immigrazione, la vice e un'altra funzionaria addetto.

I 30 rivoltosi del Mali volevano che l'ufficio immigrazione rilasciasse loro un permesso di soggiorno, tecnicamente impossibile da rilasciare in quanto sulla loro presenza in Italia deve esprimersi la commissione territoriale che sta esaminando il loro status di rifugiati politici. Gli extracomunitari infatti fanno parte di un 'piccolo esercito' di rifugiati nordafricani, complessivamente 1.200, che hanno dovuto incassare il 'no' della commissione territoriale della Prefettura alla richiesta dello status di rifugiati politici. Tutti hanno già presentato ricorso, ma, nell'attesa, una trentina di loro ha deciso di compiere il raid.

E' probabile che abbiano premeditato l'assalto allo scopo di essere arrestati e avere quindi la possibilità di non lasciare l'Italia. Hanno approfittato del fatto che l'ufficio immigrazione, distaccato dalla Questura centrale, sia un ufficio come tutti gli altri, quindi privo del tipo di protezione di cui godono invece la stessa Questura e tutti i commissariati

Per ora la polizia ha fermato cinque extracomunitari e sta valutando la loro posizione. L'ipotesi di reato per i trenta che hanno compiuto il raid è di interruzione di pubblico servizio, lesioni aggravate e danneggiamento di auto della polizia. Quando i fermati sono stati condotti in Questura per essere trasferiti nelle camere di sicurezza, gli altri rivoltosi in attesa all'esterno dell'ufficio immigrazione hanno iniziato un lancio di pietre contro la polizia, questa volta senza provocare feriti. La loro identificazione comunque non dovrebbe essere complicata in quanto sono conosciuti dalla polizia e inoltre sono stati anche ripresi dalle telecamere situate all'esterno degli edifici della zona.

Il terrore scatenato all'interno dell'ufficio immigrazione ha gettato nel panico oltre 150 extracomunitari che si trovavano per altre ragioni negli uffici. Tra gli utenti comunque non ci sono stati feriti. Delusione e rabbia in Questura per l'accaduto: i poliziotti sostengono infatti di essere rimasti sorpresi da questo assalto in quanto nei confronti degli extracomunitari è sempre stata data la massima accoglienza e rispetto.

Totale solidarietà agli agenti aggrediti e auguri di una pronta guarigione'', sono stati espressi dal ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi. ''L'Italia è un paese accogliente, ma dobbiamo lavorare tutti, italiani e stranieri, per favorire l'integrazione che è un processo lungo - ha proseguito Riccardi - Non possono essere tollerate illegalità e violenze e tutti devono rispettare le leggi e le regole del vivere civile''.

Anche Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato per i rifugiati (Unhcr), ha condannato la violenza di Napoli. “Non è questo un metodo accettabile per risolvere le situazioni”, ha detto aggiungendo però che sulla situazione dei tanti migranti arrivati dalla Libia che hanno fatto richiesta di asilo "avremmo preferito che fosse fatto un decreto anziché affidare tutto alle commissioni territoriali".

Nel caso di Napoli "siamo di fronte a casi di iter non portati a conclusione, che chiaramente hanno tempi molto lunghi. In questo momento infatti alcune commissioni territoriali (sono 20 in Italia) c'è un'attesa di 10-12 mesi, e ciò lascia le persone in uno stato di sospensione ed esasperazione, che però - ammonisce - non può mai sfociare in un atto violento".


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