''Spero di tornare presto alla vita di tutti i giorni''

Gugliotta: ''Urlavo e i poliziotti mi colpivano. Difficile dimenticare''

ultimo aggiornamento: 13 maggio, ore 16:10
Roma - (Adnkronos/Ign) - Parla il giovane vittima del pestaggio fuori dall'Olimpico: ''In carcere ho vissuto giorni pesanti ma sono fiducioso, la giustizia far il suo corso''. Poi un grazie a tutti, anche a quel '''santo' che ha fatto il filmato'' (VIDEO). Alla madre le scuse della polizia. Camera penale: ''Ricorso ad arresto atto eccessivo''. Agente indagato per lesioni gravi. 'Farefuturo': il sopruso di chi veste una divisa inaccettabile
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Roma, 13 mag. (Adnkronos/Ign) - "Io urlavo ma i poliziotti continuavano a colpirmi. Avrei voluto spiegare le mie ragioni". E' ancora molto provato Stefano Gugliotta per quello che ha vissuto la notte della finale di coppa Italia Inter-Roma quando ha subito l'arresto e il pestaggio da parte della polizia.

Accompagnato dalla madre, dal padre e dai suoi legali oggi a Roma il giovane ha incontrato la stampa nello studio legale Piraino, all'indomani della scarcerazione. "Sono ancora pieno di lividi - dice - stanotte ho dormito appena tre ore perch pensavo a tutto quello che ho vissuto". Stefano ricostruisce quella notte: "Ho cenato a casa mia e poi sono uscito per festeggiare il compleanno di mio cugino. In viale Pinturicchio la polizia mi ha intimato l'alt e io mi sono fermato. L un poliziotto mi ha colpito e io con la mano ho cercato di tenerlo lontano. A colpirmi sono stati alla fine sette o otto poliziotti".

"Dimenticare difficile. In carcere ho vissuto giorni pesanti, ma ho sentito anche la solidariet di molti - dice Stefano - Spero di tornare presto alla vita di tutti i giorni, voglio lasciarmi alle spalle tutto quello che successo. Questo clamore non mi appartiene: io faccio il facchino, mio padre l'autista, mia madre lavora a ore e mio fratello sta imparando a fare il barbiere, usando me come cavia".

Nonostante tutto il giovane si dice ''fiducioso, la giustizia far il suo corso. E' necessario abbassare i toni. Ringrazio la mia famiglia, la magistratura, la stampa, il ragazzo 'un santo' - ha spiegato - che ha fatto il filmato, per tutto quello che hanno fatto per me. Purtroppo di positivo di questa storia non posso tirare fuori nulla". Al termine dell'incontro con i giornalisti Stefano ha voluto ringraziare anche la sua fidanzata, Flavia, per l'appoggio: "La amo, mi stata vicina sempre".

Alla madre di Gugliotta sono arrivate le scuse tramite un alto funzionario di polizia a nome del questore e del commissariato. A riferirlo stato il legale di Stefano, che ha voluto anche lui ringraziare la stampa "per il ruolo importantissimo che ha avuto" e la Procura di Roma "per l'altissimo senso morale". "Attenderemo i risultati delle indagini - ha spiegato Cesare Piraino - e ci difenderemo nel processo. Prenderemo provvedimenti solo nel caso ci siano comportamenti irriguardosi o di calunnia".

"Se non ci fosse stato il filmato - ha poi aggiunto - i tempi sarebbero stati pi lunghi ma la verit sarebbe comunque emersa perch la gente del quartiere dove avvenuto l'arresto si prodigata nell'immediatezza, ha partecipato in maniera attiva. Anche la stampa si impegnata nella difesa di un 'debole'. La stessa polizia si prodigata dopo quello che accaduto in maniera corretta e senza riserve".

Intanto continuano a piovere critiche anche sul ricorso all'arresto. "Perch al cittadino Gugliotta, tratto in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale (ora vediamo di che pasta era fatta l'incolpazione: ma non questo il punto), stata applicata la custodia cautelare e perch in carcere?" si chiede in un comunicato la camera penale di Roma, "che sta lavorando a una proposta di riforma dell'istituto della custodia cautelare in grado di prevenire la quotidiana pratica abusiva che ne viene operata in tutti i fori italiani".

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