"Compito di un intellettuale in queste ore quello di dire: non vero non siamo tutti uguali"

Saviano dottore in Legge: ''Dedico questa laurea ad honorem ai pm di Milano''

ultimo aggiornamento: 22 gennaio, ore 13:41
Genova - (Adnkronos) - Dall'autore di 'Gomorra' insignito oggi a Genova della laurea honoris causa in Giurisprudenza, la solidariet a ''Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno che stanno vivendo giornate complicate solo per avere fatto il loro mestiere''


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Genova, 22 gen. (Adnkronos) - Lo scrittore Roberto Saviano ha dedicato la laurea ad honorem in Giurisprudenza ricevuta questa mattina all'universit di Genova: "Ai magistrati Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno che stanno vivendo giornate complicate solo per avere fatto il loro mestiere".

Quindi lo scrittore e giornalista anti-mafia nella sua lectio magistralis ha ribadito il suo allarme contro la 'macchina del fango': chi racconta la verit sul potere oggi in Italia viene delegittimato e ha paura. "Le ore che vive il Paese - ha detto Saviano - sono complesse nella misura in cui chi racconta oggi ha paura. Siamo in democrazia - ha precisato - ma non si pu negare che chiunque decida di prendere posizione critica verso il potere, verso il governo, sa cosa lo aspetta: delegittimazione, fango. La macchina del fango colpisce chi cerca di criticare".

Secondo Saviano "c' un meccanismo strano: se tu racconti quello che considerato dai magistrati un mio crimine nelle mie stanze private, io racconto le tue stanze private, racconto il tuo spazio. Attenzione, tutti hanno gli scheltrini negli armadi. In questo Paese - ha aggiunto - la parola continua a esistere, per fortuna, ma si ha soprattutto paura di una conseguenza personale. Questo sta avvenendo, sempre avvenuto a chi cerca di contrastare le organizzazione le criminali. L'obiettivo quello di dire: siamo tutti cos".

Secondo lo scrittore "compito di un intellettuale in queste ore quello di dire: non vero non siamo tutti uguali", in momenti in cui "l'obiettivo continuo di parte dei media dimostrare che siamo tutti sporchi e quindi dobbiamo stare tutti zitti". Da parte di chi ascolta "il compito quello di discernere".


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