Nell'ambito dell'operazione denominata Sniper

Traffico di armi verso l'Iran, sette arresti a Milano. Tra questi due 007 iraniani

ultimo aggiornamento: 03 marzo, ore 15:56
Milano - (Adnkronos/Ign) - Tra i fermati ci sono 2 agenti appartenenti ai servizi segreti di Teheran e cinque italiani. Due iraniani sono invece latitanti. Le indagini hanno svelato un organizzazione criminale che riuscita ad esportare in Iran materiale bellico, anche attraverso triangolazioni con Paesi terzi tra i quali l'Italia.
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Milano, 3 mar. - (Adnkronos/Ign) - Sgominato dalla Guardia di Finanza di Milano un traffico illecito di armi verso l'Iran . Sette le persone finiti in manette, su 9 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Milano, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'esportazione illecita di armi e sistemi militari di armamento verso l'Iran, in violazione del vigente embargo internazionale.

L'operazione, denominata Sniper, nata con il fermo e il sequestro in Romania di 200 puntatori utilizzati dai tiratori scelti provenienti da una societ italiana ed ha permesso di svelare un’organizzazione criminale che riuscita ad esportare in Iran materiale bellico, anche attraverso triangolazioni con Paesi terzi. L’intervento ha consentito anche di bloccare i preparativi per l'esportazione di un grosso quantitativo di proiettili traccianti, di esplosivi provenienti dall'Est Europa e miscele di materiale energetico pirofico. In pi stata bloccata la trattativa per fare arrivare in Iran un elicottero militare che ora si trova in Africa.

Tra gli indagati vi sono quattro presunti appartenenti ai servizi di sicurezza di Teheran. Si tratta di Nejad Hamid Masoumi, 51 anni, arrestato a Roma e ufficialmente accreditato presso la sala stampa estera della capitale per conto di alcune testante giornalistiche iraniane. E Ali Damirchiloo, di 55 anni, arrestato a Torino. Sono latitanti un altro iraniano, Hamir Reza, e Bakhtiyari Homayoun, di 47 anni.

Gli altri cinque indagati sono italiani residenti a Monza, Brescia, Torino, Cadeo (PC) e in Svizzera: tra costoro figura anche un avvocato titolare di una societ di import-export per componenti di armi.

Secondo quanto si appreso dalle indagini, tutta la merce esportata veniva comunque prodotta all'estero e triangolata con l'Italia e altre nazioni per nascondere la vera destinazione finale, cio l'Iran. L'associazione operava in molte aree geografiche straniere oltre che in Italia. Nel corso delle indagini sono state trovate armi a Londra, in Romania appunto, e anche in Svizzera.

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