Eternit, Procura Torino presenta appello: disastro Bagnoli e Rubiera ancora attuale

ultimo aggiornamento: 29 giugno, ore 15:03
Torino - (Adnkronos) - Lo scorso 13 febbraio il Tribunale aveva condannato i due ex manager della multinazionale dell'amianto a 16 anni di carcere per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche negli stabilimenti italiani del gruppo


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Torino, 28 giu. (Adnkronos) - La Procura di Torino ha depositato la richiesta di appello contro la sentenza Eternit con cui lo scorso 13 febbraio il Tribunale aveva condannato i due ex manager della multinazionale dell'amianto a 16 anni di carcere per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche negli stabilimenti italiani del gruppo.

L'appello riguarda in particolare il disastro doloso negli stabilimenti di Napoli-Bagnoli e Rubiera (Reggio Emilia), che il giudice aveva stabilito prescritti. Secondo i magistrati torinesi invece quel disastro e' ancora attuale.

Nella richiesta di appello il pool di magistrati che aveva sostenuto l'accusa nel processo di primo grado, coordinati dal pubblico ministro Raffaele Guariniello, ha spiegato che non si puo' considerare cessata la situazione di pericolo per le popolazioni di Bagnoli e Rubiera, che continuano ad ammalarsi di patologie legate all'amianto.

La Procura ha argomentato che lo stesso Tribunale, nella sentenza, ha rilevato che a Bagnoli e Rubiera rimangono ''enormi i danni ancora da bonificare e il pericolo che, in consegenza di risalenti esposizioni alle fibre di amianto, qualcuno possa ancora scoprirsi affetto da letali malattie tumorali''.

Un rischio che, per i pm, e' ancora attuale ''per l'inerzia degli imputati e le bonifiche non ancora terminate''. L'appello riguarda anche la pena per i due ex manager, condannati a 16 anni ma per i quali la richiesta della Procura era stata di 20 anni di reclusione. Infine i pm Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Sara Panelli, hanno chiesto di poter essere applicati, e quindi di continuare a sostenere l'accusa, anche nel procedimento di secondo grado.


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