Taranto, conclusa udienza incidente probatorio inchiesta su Ilva. Cittadini manifestano a sostegno giustizia

ultimo aggiornamento: 17 febbraio, ore 21:03
Taranto - (Adnkronos) - Entro il 1 marzo sar depositata la perizia medico-epidemiologica che dovr stabilire l'eventuale connessione tra questo inquinamento ambientale e le patologie mediche presenti sul territorio. Il procuratore all'ADNKRONOS: ''Tanti cittadini fuori dal Tribunale uno spettacolo inconsueto''


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Taranto, 17 feb. (Adnkronos) - Si e' conclusa da poco l'udienza a porte chiuse davanti al gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco dell'incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento che sarebbe stato provocato dai fumi dello stabilimento siderurgico Ilva. Centinaia di persone, tra i quali molti studenti, hanno 'assediato' da stamane la sede del palazzo di giustizia jonico per manifestare solidarieta' agli allevatori che si sono costituiti parte civile e incitamento alla macchina della giustizia ad andare avanti.

Al centro della camera di consiglio la maxi-perizia fisico-chimica, circa 500 pagine, che dimostrerebbe la correlazione tra le emissioni dello stabilimento, in particolare diossina ma anche policlorobifenili e benzoapirene, e la contaminazione di terreni e di animali degli allevamenti vicini alla fabbrica. Qualche anno fa migliaia di pecore e capre sono state abbattute proprio dopo la rilevazione di una presenza di diossina nel latte, nel formaggio e nella carne, in particolari nelle parti grasse.

Da quel che e' trapelato sembra che le difese dei quattro indagati, tra i quali il patron dell'Ilva Emilio Riva, il figlio Nicola, il direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso e il responsabile dell'area agglomerato Angelo Cavallo, hanno chiesto ai periti numerosi chiarimenti e sollevato contestazioni sulla relazione. Anche i pm, Mariano Buccoliero e il procuratore capo Franco Sebastio, e la stessa gip Todisco, a questo punto, sulla base dei rilievi delle difese, sono intervenuti chiedendo a loro volta chiarimenti e hanno fatto le loro considerazioni. La redazione della perizia, da parte di quattro esperti, e' durata oltre un anno.

Entro il 1 marzo sara' depositata la perizia medico-epidemiologica che dovra' stabilire l'eventuale connessione tra questo inquinamento ambientale e le patologie mediche presenti sul territorio. Il 30 marzo e' stata fissata l'udienza nel corso della quale verra' illustrata e discussa anche quest'altra perizia redatta da tre esperti. A quel punto verra' dichiarato chiuso l'incidente probatorio e gli atti potranno essere restituiti alla Procura che, dopo eventuali richieste di supplementi di indagini, trarra' le sue conclusioni.

Tra le accuse ai quattro indagati ci sono il disastro ambientale colposo e doloso, l'avvelenamento di sostanze alimentari, l'omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, il danneggiamento aggravato di beni pubblici, il getto e lo sversamento di sostanze pericolose e l'inquinamento atmosferico. Dopo la costituzione di parte civile di sei allevatori sui nove individuati dal gip, della Provincia e del Comune, oggi e' arrivata anche quella della Regione Puglia, sollecitata a gran voce da molte associazioni ambientaliste.

- ''Se uno si toglie la toga di magistrato e parla come cittadino e' stato un spettacolo inconsueto. Ho notato una preponderante presenza di giovani molto composti e ordinati, anche goliardica per alcuni aspetti''. Lo dice all'ADNKRONOS il procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Taranto Franco Sebastio a proposito della presenza di diverse centinaia di cittadini che stamane hanno voluto manifestare sostegno alla giustizia, incitamento ad andare avanti e solidarieta' verso le parti lese, in particolare gli allevatori, in occasione dell'udienza a porte chiuse per l'incidente probatorio davanti al gip del Tribunale della citta' jonica, Patrizia Todisco, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale da parte dell'azienda siderurgica Ilva.

Oggi e' stata illustrata la maxi-perizia che stabilisce una connessione tra le emissioni e l'inquinamento di terreni e allevamenti. ''Occorre dire che c'e' stato un cambiamento - aggiunge - dall'epoca in cui le aule per questo tipo di processi erano deserte. Insomma e' meglio. Per quanto ci riguarda un'aula deserta o affollata non cambia e non deve assolutamente cambiare nulla'', precisa Sebastio. ''Da un punto di vista professionale sono circostanze che non possono e non devono influire''.

Alla domanda se questa attenzione dell'opinione pubblica aumenta il peso della responsabilita', Sebastio spiega che ''uno la responsabilita' o se la porta o non se la porta''. Circa un'eventuale analogia con il processo Eternit di Casale Monferrato (Torino), sottolinea che su questi temi a Taranto ''le prime sentenze ci sono state negli anni ottanta, forse non sno state molto notate''.

C'e' stato un andamento ''piu' graduale: mano a mano che le indagini si susseguivano e si perfezionavano venivano introdotte nuove figure di reati sul lavoro''. Sono una ventina i casi di decesso per esposizione all'amianto e mesotelioma pleurico per i quali i processi sono in fase avanzata (uno e' nella fase del dibattimento e l'altro si avvia alla conclusione delle indagini preliminari). Ma un'analogia c'e' tra l'inchiesta per il presunto inquinamento dell'Ilva e Casale Monferrato per quanto riguarda ''alcuni tipi di reati simili - conclude il procuratore - come quelle delle violazioni delle prescrizioni sulle norme sul lavoro e il danneggiamento aggravato''.


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