Gdf di Firenze scopre evasione per 13 milioni, coinvolto imprenditore e sua famiglia

ultimo aggiornamento: 25 luglio, ore 14:54
Firenze - (Adnkronos) - L'organizzazione criminale, di cui facevano parte anche due acquirenti abituali, acquistava sistematicamente borse contraffatte di un noto brand dell'alta moda per rivenderle in Italia e all'Estero, vendita che avveniva per con fatture ad un prezzo sensibilmente inferiore rispetto a quello reale


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Firenze, 25 lug. - (Adnkronos) - Evasione fiscale pari ad oltre 10,7 milioni di euro, 2,3 milioni evasi di Iva e Irap per 404.000 euro. E' la ricostruzione della Guardia di Finanza di Firenze circa i volumi di vendite concernenti la realizzazione di prodotti contraffatti di un noto brand dell'alta moda ad opera di un imprenditore e della sua famiglia. L'indagine delle fiamme gialle e' partita da una pregressa attivita' di polizia giudiziaria che lo scorso luglio si era conclusa con l'esecuzione di 6 ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e tre domiciliari) nei confronti di un intero nucleo familiare indagato per associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti nonche' per ricettazione.

Facevano parte dell'organizzazione criminale un imprenditore, sua moglie, suo figlio, sua nuora e due acquirenti abituali che acquistavano sistematicamente le borse contraffatte per rivenderle in Italia e all'Estero. L'accertamento ai fini fiscali ha ora permesso di constatare che la vendita delle borse e' avvenuta con fattura ma ad un prezzo sensibilmente inferiore rispetto a quello reale (facendo figurare la vendita di una normale borsa piuttosto che di una costosissima realizzata dalla nota casa di alta moda).

Dalla documentazione contabile sono emerse cessioni all'estero (Honk Kong, Thailandia, Taiwan, Belgio, Bulgaria, Usa) e in Italia (Milano, Prato). Le esportazioni all'estero non sono, tuttavia, mai avvenute realmente mentre per le vendite ai soggetti privati in Italia sono stati indicati nominativi di persone che non hanno mai avuto rapporti con la societa'. In alcuni casi le ricevute sono state intestate a persone decedute prima dell'emissione del documento fiscale. In sostanza i documenti servivano unicamente ad accompagnare la merce venduta, celando i reali destinatari.

La ricostruzione dei reali volumi produttivi, effettuata mediante l'esame di tutta la documentazione contabile istituita dalla societa', e' stata corroborata dall'esito delle indagini finanziarie sui conti correnti societari e dei soggetti del sodalizio criminale nonche' dalla documentazione extracontabile acquisita presso la societa' e l'abitazione del titolare dell'azienda e dai file acquisiti in alcuni pc portatili, dove erano annotate le vendite con i relativi prezzi per ogni singola tipologia di borsa.

Essenziale, al riguardo, e' stato l'accertamento del costo di produzione e dei prezzi di vendita applicati dalla societa' per la cessione delle borse contraffatte recante il noto marchio. Si e' accertato che dal 2008 al 2010 sono state prodotte 4.848 borse false riversate nel circuito commerciale europeo e italiano. A fronte di un volume d'affari dichiarato di 3 milioni di euro e' stato riscontrato un valore reale di oltre 13 milioni euro. Il titolare della societa' e' stato denunciato.


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