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Valore superiore alla media europea

Un quarto della popolazione italiana a rischio povert o esclusione sociale

ultimo aggiornamento: 23 maggio, ore 16:53
E' quanto evidenzia il Rapporto Annuale dell'Istat, che fotografa la situazione del Paese nel 2010.


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Roma, 23 mag. (Adnkronos) - In Italia circa un quarto della popolazione (24,7 per cento) sperimenta il rischio di povert o esclusione, un valore superiore alla media Ue (23,1 per cento). E' quanto evidenzia il Rapporto Annuale dell'Istat, che fotografa la situazione del Paese nel 2010. La Strategia Europa 2020 promuove l'inclusione sociale, puntando a far uscire almeno 20 milioni di persone dal rischio di povert o di esclusione, una condizione che oggi in Europa interessa 114 milioni di persone (15 milioni solo in Italia, che nel Pnr si pone l'obiettivo di ridurle di 2,2 milioni).

Gli indicatori individuati per monitorare tale obiettivo sono tre: le persone a rischio di povert dopo i trasferimenti sociali; le persone in situazione di grave deprivazione materiale; le persone che vivono in famiglie a intensit lavorativa molto bassa. E' possibile distinguere alcuni sottogruppi che si differenziano per tipo e gravit della condizione osservata: il rischio di povert il sintomo pi diffuso e, nella maggior parte dei casi (12,5 per cento della popolazione, corrispondente a 7,5 milioni di individui), non si associa a nessuno degli altri due.

E' contenuta in termini relativi la diffusione del solo sintomo di grave deprivazione (2,9 per cento; 1,7 milioni di persone) o del solo sintomo di intensit lavorativa molto bassa (3,0 per cento; 1,8 milioni). Solo l'uno per cento della popolazione residente (circa 611 mila individui) vive in una famiglia contemporaneamente a rischio di povert, deprivata e a intensit di lavoro molto bassa.

A livello territoriale, spiega l'Istituto nazionale di Statistica, i differenziali appaiono consistenti fortemente a sfavore del Mezzogiorno, dove la quota delle persone che si trovano contemporaneamente nelle tre condizioni di rischio considerate dalla Strategia Europa 2020 e' superiore al 2 per cento (circa 469 mila individui). Nelle regioni meridionali, dove risiede circa un terzo della popolazione nazionale, vive il 57 per cento delle persone a rischio di povert o esclusione (in almeno una condizione di disagio) e il 77 per cento di quelle con tutti e tre i sintomi (rispettivamente 8,5 milioni e 469 mila individui).

Le situazioni pi gravi si riscontrano in Sicilia, dove i tre indicatori assumono i valori massimi: il 39,9 per cento dei residenti a rischio di povert, il 18,8 per cento in grave deprivazione e il 15,7 per cento vive in famiglie a bassa intensit lavorativa. I valori sono elevati anche in Calabria e Campania. Da segnalare la Puglia, per il dato riferito alla grave deprivazione (10,7 per cento) e la Basilicata per quello relativo alla bassa intensit lavorativa (14,0 per cento).

Le persone anziane sole, quelle che vivono in famiglie con tre o pi figli, in quelle con membri aggregati o dove presente un solo genitore presentano i livelli pi elevati di rischio di povert ed esclusione: oltre un terzo degli appartenenti a questi gruppi si trova almeno in una delle condizioni di rischio considerate dalla Strategia.

Considerando anche altri indicatori di povert, fa notare l'Istat, negli ultimi anni in Italia la povert relativa (basata sulla distribuzione della spesa per consumi) ha registrato una sostanziale stabilit: 2,7 milioni di famiglie povere (il 10,8 per cento nel 2009) e quasi 7,8 milioni di persone (il 13,1 per cento della popolazione).

La stabilit confermata dalla misura di povert assoluta (basata sulla valutazione monetaria di un paniere di beni e servizi considerati essenziali) che coinvolge nel 2009 1,2 milioni di famiglie (4,7 per cento) e 3,1 milioni di persone (il 5,2 per cento della popolazione).


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ugc
Senzio ha scritto (23/05/2011 - ore 16:11) segnala un abuso
ugc
In Sicilia,Calabria,Campania e Puglia oltre le indagini teoriche bisogna fare interventi mirati e verificare la percentuale reale della presunta povert. Sono molti i meccanismi sociali dove sia gli imprenditori, sia i dipendenti barano con tantissimo lavoro nero. Occorre controllare tutto e tutti. Se si misura il livello di vita di quelle regioni ci accorgiamo che pari o superiore alle rimanenti regioni italiane. Occorrono interventi e verifiche drastiche.
ugc
ugc