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Qual quella pi buona?

Acqua di bottiglia o di rubinetto? Ancora una volta l'oro blu motivo di discordia

ultimo aggiornamento: 01 novembre, ore 15:47
Roma - (Adnkronos) - A riportare il tema sul ‘banco degli imputati’ ci hanno pensato Mineracqua, e Coop. Ma da che parte sta la ragione? "Nessuna delle due migliore" risponde Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Inran


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Roma, 31 ott. - (Adnkronos) - L'acqua sicuramente fonte di vita ma anche motivo di discordia. E se a tediare le cronache passate stata la sua privatizzazione, ecco che ritorna alla ribalta con un 'non-nuovo' interrogativo: di bottiglia o di rubinetto, qual l'acqua pi buona? A riportare il tema sul 'banco degli imputati' ci hanno pensato Coop e Mineracqua, la Federazione italiana delle industrie delle acque minerali. Motivo della discordia la campagna della catena di distribuzione 'Acqua di casa mia' che ha scaturito una pronta risposta da parte delle industrie: 'Acqua molto pi che potabile'.

Ma da che parte sta la ragione? ''Nessuna delle due migliore'' risponde all'ADNKRONOS, Andrea Ghiselli, ricercatore dell'Inran, Istituto nazionale di ricerca per alimenti. Pi che potabile, l'acqua in bottiglia '' pi costosa'' e ''ci sono alcuni posti in Italia in cui l'acqua potabile stupenda''. Ma non si pu generalizzare: ''esistono delle eccezioni''.

E' importante, per, ricordare, come suggerisce il ricercatore, ''l'importanza del calcio'', mentre del sodio ''ci interessa poco'', facendo cos crollare il 'mito' pubblicitario della particella di sodio che vaga sconsolata nelle bottiglie.

Il segreto della scelta, dunque, ''sta nel vedere la composizione dell'acqua. Per quella in bottiglia, ovviamente pi facile perch ha l'etichetta'', mentre per quella del rubinetto ''a volte ci si scontra con siti di difficile accesso. Sarebbe carino un sito dedicato che riporti tutte le composizioni''. Condivide l'Associazione dei consumatori, Federconsumatori, che per incentivare il consumo di acqua locale, suggerisce all'ente o l'azienda erogatrice del servizio di informare i cittadini sulla composizione chimica dell'acqua distribuita.

Una soluzione ''potrebbe essere il comunicare in bolletta almeno 2 volte l'anno la composizione'' spiega il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti. Anche perch, aggiunge, ''l'acqua del rubinetto preferibile sia per l'ambiente che per le tasche''. Secondo una ricerca dell'associazione, bevendo l'acqua di rubinetto, una famiglia (che consuma mediamente 3 litri di acqua al giorno) risparmia 425,65 euro all'anno. Un dato 'non proprio' condiviso da Mineracqua, la Federazione italiana delle industrie delle acque minerali.

In Italia ''il prezzo dell'acqua minerale il pi basso d'Europa'' commenta il presidente Ettore Fortuna che aggiunge: ''la spesa media annua di una famiglia italiana per l'acqua minerale di 118 euro, considerando il prezzo medio dell'acqua minerale di 0,21 euro al litro. Spesa che scende a 64 euro se la famiglia consuma acqua di primo prezzo (0,117 euro al litro)''.

Ma qual migliore? ''Sono acque completamente diverse. Paragonarle un falso scientifico in quanto l'acqua minerale nasce da giacimenti protetti e incontaminati; imbottigliata all'origine e non soggetta a trattamenti di disinfezione''. L'acqua di rubinetto, invece, ''a causa della quantit in cui viene consumata, 250 litri al giorno, ha origini diverse, come laghi o fiumi. Proprio per questa sua provenienza, soggetta a varie possibilit di contaminazione e quindi a trattamenti di potabilizzazione e di disinfezione''.

Altro problema sono le deroghe: ''se l'acqua potabile non rispetta i limiti fissati dalla legge per alcuni contaminanti, pu ottenere dal Ministero della Salute la deroga a poter essere distribuita ugualmente come accaduto con l'Arsenico fino a 50 microgrammi per litro, mentre per legge non pu superare i 10 microgrammi per litro''. Per le acque minerali, invece, Fortuna tiene a precisare che ''la normativa non prevede alcun tipo di deroga''.

Non si tratta dunque se una pi buona dell'altra ma solo di fare una scelta. Tra i sostenitori dell'acqua del sindaco c' anche chi dice che i valori limite di legge di alcuni contaminanti (come arsenico, cadmio, alluminio, ferro, manganese, nickel e ione Fluoruro) sono pi bassi per l'acqua potabile del rubinetto che per l'acqua in bottiglia.

Smentisce Fortuna che spiega: '' stato cos fino al 2003. C'erano delle differenze sui parametri solo perch la composizione delle acque diversa e non si pu toccare. Ma dal 2003 questi parametri sono stati equiparati''.

Ma non questo, secondo il presidente di Mineracqua, l'unico caso di scorretta informazione. ''C' anche chi dice che i controlli sull'acqua avvengono ogni 5 anni ma non cos. Ogni 5 anni esiste l'obbligo di rifare le analisi perch si presume che la composizione sia cambiata ma comunque soggetta a esami e verifiche periodiche da parte dell'Autorit Sanitaria, ma anche dal Sistema di Autocontrollo delle aziende''. Chi parla, dunque, ''non conosce la legge''.

Altro nodo cruciale riguarda il trasporto delle bottiglie che richiede ovviamente un consumo di energia. Il trasporto su rotaia, spiega Fortuna, '' del 15%. Nonostante i costi siano per noi uguali a quelli su gomma, abbiamo parlato con le Ferrovie dello Stato ma non abbiamo ricevuto risposta. Preferiscono investire sull'alta velocit e non sul trasporto merci''. Quanto al contenitore, ''il Pet l'unica plastica riciclabile e sicura. Dal 5 agosto inoltre abbiamo anche ottenuto un decreto che ci autorizza ad utilizzare plastica riciclata fino al 50% per le nuove bottiglie''.

C' anche poi chi obietta la possibilit di esposizione prolungata al sole delle bottiglie durante il trasporto. ''Anche questo falso. Il trasporto viene fatto in camion telonati e l'esercente poi che espone il prodotto al sole commette un reato''. Purtroppo ''c' gente affetta da demagogia idrica. Si tratta di una nuova malattia''.

Tesi che, per il presidente della Federazione, viene avvalorata dall'intenzione dell'Acea di aumentare del 10% le tariffe annue: ''Dire che l'acqua del rubinetto pi buona tutta una strategia degli acquedotti per poter giustificare l'aumento delle tariffe''. Insomma, ai consumatori l'ardua sentenza.


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