Prometeo - Sostenibilit
'In medio termine evidenti problemi sostenibilit economica'

Energia: Authority, costo incentivi rinnovabili potrebbe superare 3 miliardi nel 2010

ultimo aggiornamento: 04 febbraio, ore 13:13
Ortis: ''Rischiano di emergere, nel medio termine, evidenti problemi di sostenibilit economica degli attuali meccanismi di incentivazione posti a carico dei consumatori"
commenta commenta 0     vota vota 8    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 4 feb. - (Adnkronos) - ''E' stimabile che il costo totale per l'incentivazione delle sole fonti rinnovabili, escluse quindi le assimilate, abbia superato i 2 miliardi di euro nel 2009. Una stima dello sviluppo di tale costo, legata all'eventuale raggiungimento degli obiettivi europei attribuiti ai vari Stati membri per il 2020 ed elaborata dall'Autorita' tenendo conto di alcune ipotesi pure ragionevolmente ottimistiche (quali il raggiungimento del potenziale massimo teorico di realizzazione delle rinnovabili o una incentivazione decrescente nel tempo), porta a ipotizzare che la spesa possa aumentare a circa 3 miliardi di euro/anno nel 2010, a piu' di 5 miliardi di euro/anno nel 2015 e a circa 7 miliardi di euro/anno nel 2020 (di cui oltre 3,5 miliardi di euro per l'incentivazione di 10 TWh di energia elettrica da impianti fotovoltaici)''. A sottolinearlo, nella sua relazione al Parlamento, e' l'Authority per l'Energia.

Proprio per questo, sottolinea l'Autorita' guidata da Alessandro Ortis, ''rischiano di emergere, nel medio termine, evidenti problemi di sostenibilita' economica degli attuali meccanismi di incentivazione posti a carico dei consumatori; cio' suggerisce una necessaria rivisitazione dal complesso degli stessi meccanismi''.

Al fine di attenuare l'impatto che gli oneri generali di sistema determinano sulle bollette di famiglie ed imprese e rendere le incentivazioni maggiormente efficienti, sottolinea l'Authority, ''appare opportuno dare attuazione a quanto gia' previsto dalla Legge 99 del 2009 in materia di meccanismi volontari di risoluzione anticipata da parte dei produttori delle convenzioni Cip-6 oggi in essere; allo stesso tempo dovrebbero essere riviste le normative primarie che consentono l'accesso al meccanismo del Cip 6 di nuovi impianti, ed in particolare di quelli di recupero energetico da rifiuti, per evitare sia sovraremunerazioni di tali impianti sia il prolungamento temporale del meccanismo oltre il gia' lungo arco temporale previsto dalle convenzioni in essere''.

Inoltre appare opportuno ''rivedere il livello e la durata delle incentivazioni concesse alle fonti rinnovabili, con particolare riferimento al solare fotovoltaico; ridurre tendenzialmente gli oneri sui clienti finali generati dal meccanismo dei certificati verdi (Cv) riducendo nel tempo il valore del Cv; cio' trova ragionevolezza alla luce dell'evoluzione tecnologica, grazie alla quale il costo di produzione da fonti rinnovabili dovrebbe ridursi nel tempo riducendosi quindi anche la necessita' di incentivo; evitare il malfunzionamento del mercato dei Cv, connesso ad anomale differenze tra prezzi di cessione e ritiro del Gse, di cui si e' detto in precedenza; tale condizione puo' essere ottenuta modificando le modalita' di fissazione del prezzo di ritiro da parte del Gse dei Cv in scadenza, imponendo che tale valore sia inferiore al valore del prezzo di cessione dei Cv nel medesimo anno; spostare una parte significativa degli oneri legati all'incentivazione delle fonti rinnovabili dalla bolletta energetica alla fiscalita' generale, in modo da garantire criteri di progressivita' e proporzionalita' nel finanziamento delle spese pubbliche; cio' in coerenza con gli aspetti e le proposte gia' descritte a proposito della componente oneri di sistema della bolletta elettrica''.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, sottolinea l'Authority, ''se l'attuale livello di incentivazione venisse mantenuto negli anni successivi al 2010, per incentivare ad esempio ulteriori 7000 MW l'esborso salirebbe a regime a 5 miliardi di euro all'anno, per complessivi 100 miliardi di euro in venti anni, molto superiore a quello sopportato per il CIP6. Anche tenendo conto dell'ipotesi che vengano estesi gli attuali incentivi mantenendo le medesime caratteristiche ma con livelli di incentivo decrescenti linearmente fino a ridursi al 50% per gli impianti che entrino in esercizio nel 2020, ci si attende che la spesa per la produzione fotovoltaica si assestera' comunque a piu' 3,5 miliardi di euro all'anno''.

Per quanto concerne la valutazione dell'impatto sui clienti finali del sistema di incentivazione della produzione fotovoltaica, detto onere, sottolinea l'Authority, ''e' stato pari, nel 2008, a circa 110 milioni di euro; nel 2009 e' stimato pari a circa 344 milioni di euro. Senza altri interventi di incentivazione, a regime (vale a dire al completamento previsto dallo stesso Decreto dei 1200 MW da istallare entro il 31 dicembre 2010), il costo e' previsto salire a circa 1 miliardo di euro/anno per un totale di 20 miliardi di euro in 20 anni; cio' a fronte di una produzione attesa inferiore allo 0,5% della domanda nazionale. L'onere del programma di incentivazione e' posto interamente a carico della componente A3 della bolletta elettrica''.

pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Risorse
commenta commenta 0    invia    stampa