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Ogni anno sono prodotti 7.000 metri cubi di scorie ad alta attivit radioattiva

Dall'Unione Europea norme di sicurezza per lo smaltimento definitivo delle scorie nucleari

ultimo aggiornamento: 03 novembre, ore 18:19
Entro quattro anni dall'adozione del testo, gli Stati membri sono tenuti a elaborare programmi nazionali comprendenti piani per la costruzione e la gestione di impianti di smaltimento, un calendario preciso per la loro realizzazione, le tappe fondamentali e le attivit necessarie per applicare il tipo di smaltimento previsto, la valutazione dei costi e i sistemi di finanziamento prescelti


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Bruxelles, 3 nov. (Adnkronos Salute) - La Commissione europea ha proposto oggi norme di sicurezza per lo smaltimento del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi prodotti dalle centrali nucleari e nell'ambito della medicina e della ricerca. La direttiva presentata chiede agli Stati membri di mettere a punto programmi nazionali indicanti quando, dove e con che modalit intendano costruire e gestire depositi per lo stoccaggio definitivo dei rifiuti, tali da garantire i pi elevati standard di sicurezza. La direttiva rende vincolanti in Ue le norme di sicurezza concordate a livello internazionale e prevede sanzioni in caso di loro violazione.

"Il problema della sicurezza riguarda tutti i cittadini e tutti i Paesi dell'Ue, siano essi a favore o contro l'energia nucleare - ha sottolineato il commissario all'Energia, Gunther Oettinger - Dobbiamo assicurare di applicare le norme di sicurezza pi rigorose esistenti al mondo per proteggere i cittadini, l'acqua e il suolo dalla contaminazione nucleare. La sicurezza non conosce confini. Un incidente che avviene in un Paese pu avere effetti devastanti anche in altri".

Secondo la direttiva presentata, la Commissione propone di istituire un quadro normativo Ue giuridicamente vincolante per garantire che tutti gli Stati membri applichino le norme comuni elaborate nell'ambito dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) per quanto concerne tutte le fasi della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, fino al loro smaltimento definitivo. L'esecutivo europeo ricorda che, a pi di 50 anni dall'entrata in funzione del primo reattore nucleare (nel 1956 a Calder Hall, Regno Unito), non esistono ancora depositi per lo stoccaggio definitivo.

Ogni anno sono prodotti nell'Ue 7.000 metri cubi di scorie ad alta attivit radioattiva, che per la maggior parte sono conservate in depositi provvisori: se da un lato questi sono necessari per ridurre la temperatura degli elementi combustibili e diminuire l'intensit delle radiazioni, dall'altro non possono costituire una soluzione di lungo termine perch hanno bisogno di manutenzione e sorveglianza continue. Inoltre questi depositi, per il fatto di essere in genere ubicati in superficie o appena al di sotto, sono esposti al rischio di incidenti come disastri aerei, incendi e terremoti.

Gli scienziati e gli organismi internazionali, quali l'Aiea, concordano dunque sul fatto che lo stoccaggio in formazioni geologiche profonde costituisca la soluzione pi appropriata per lo smaltimento di lungo termine delle scorie nucleari ad alta attivit radioattiva. Nello specifico, la direttiva presentata a Bruxelles stabilisce che, entro quattro anni dall'adozione del testo, gli Stati membri sono tenuti a elaborare programmi nazionali comprendenti piani per la costruzione e la gestione di impianti di smaltimento, un calendario preciso per la loro realizzazione, le tappe fondamentali e le attivit necessarie per applicare il tipo di smaltimento previsto, la valutazione dei costi e i sistemi di finanziamento prescelti.

I programmi nazionali dovranno essere notificati e la Commissione potr chiedere agli Stati membri di modificarli. Due o pi Stati membri potranno decidere di utilizzare un deposito per lo stoccaggio definitivo dei rifiuti ubicato sul territorio di uno di essi. Inoltre, non sar consentito esportare scorie nucleari destinate allo smaltimento definitivo verso Paesi non Ue e l'opinione pubblica dovr essere informata dagli Stati membri e coinvolta nel processo decisionale relativo alla gestione delle scorie nucleari.


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