Prometeo - Sostenibilit
Varato un piano quinquennale

Dalla Cina 176 miliardi di euro entro il 2017 per combattere l'inquinamento

ultimo aggiornamento: 23 dicembre, ore 17:35
A Shangai polveri sottili a 214mcg/metro cubo


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Pechino, 23 dic. (Adnkronos) - Entro il 2017 la Cina investir 176 miliardi di euro per ridurre l'inquinamento atmosferico. L'investimento, che stato deciso dal Governo cinese nel settembre scorso, creer almeno 2 milioni di posti di lavoro e far crescere il Pil di quasi 250 miliardi di euro, superiore al prodotto interno lordo 2012 di molti Paesi come Israele e il Portogallo. Il 36% degli investimenti sar destinato alla ristrutturazione delle industrie, il 28,25 sar destinato alle fonti rinnovabili, il resto dovrebbe essere impiegato della riconversione dei sistemi di trasporto, con l'eliminazione e la sostituzione dei veicoli pi inquinanti.

Nle 2013 l'inquinamento in Cina ha raggiunto il livello pi alto degli ultimi 50 anni: un tributo ormai riconosciuto intollerabile sacrificato a decenni di crescita economica incontrollata. Uno dei massimi livelli di inquinamento si registrato a Pechino con un'aria quasi irrespirabile che i cinesi definiscono ''zuppa di piselli'' ed una visibilit talmente ridotta che i turisti si fanno fotografare di fronte a gigantografie fotografiche di palazzi storici e monumenti, che altrimenti l'obiettivo della macchina fotografica non potrebbe cogliere attraverso il fitto velo di nebbia che pervade tutta la citt.

In diverse citt del Paese le municipalit hanno dovuto chiudere gli aeroporti, le scuole e vietare la circolazione delle auto. Lo scorso venerd, la concentrazione di poveri sottili nell'aria di Shangai salito a 214 microgrammi per metro cubo, tre volte il limite nazionale cinese, una situazione di forte rischio che ha indotto le autorit a suggerire a bambini ed anziani a non uscire di casa.

Il Piano quinquennale del Governo prevede di ridurre l'inquinamento nelle principali citt almeno del 10% entro il 2017. Tra le misure che verranno adottate anche quella di vietare la cottura dei cibi in strada, un'abitudine della popolazione cinese che sembra non abbia accettato di buon grado la nuova norma, che va contro ''la tradizione della cucina cinese''.


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