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Entro il 2030 pu valere 8 miliardi di metri cubi prodotti l'anno

Grazie alla filiera del biometano si viaggia verso l'autosufficienza energetica

ultimo aggiornamento: 17 maggio, ore 17:55
Presentato 'Position Paper' per lo sviluppo della filiera in Italia dal quale emerge che produrre biometano fa bene al made in Italy. Produrre il 'biometano fatto bene' made in Italy conviene (VIDEO)


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Roma, 17 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Un 'Position Paper' per lo sviluppo della filiera del biometano italiano. E' quello presentato oggi a Roma, nella sede del Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), dal gruppo di lavoro sul biometano, coordinato dal Cib, Consorzio italiano biogas e gassificazione, a cui aderiscono Agroenergia-Confagricoltura, Aiel, Cia- Confederazione italiana agricoltori, Assogasmetano, Ngv System Italia, Cogena, Crpa, Itabia e con la partecipazione del Kyoto Club.

"Il Position Paper - ha spiegato Piero Gattoni, presidente del Consorzio italiano biogas (Cib) - promuove il progetto 'Biometano fatto bene', bioenergia di seconda generazione capace di offrire grandi opportunit non solo in termini ambientali ed energetici, ma anche in termini di sviluppo della green economy italiana".

"E' possibile oggi - ha sottolineato - per l'agricoltura italiana puntare su una maggiore autosufficienza energetica da fonti rinnovabili dando un importante impulso all'economia agricola. Il biometano una fonte rinnovabile che entro il 2030 pu valere 8 miliardi di metri cubi prodotti l'anno: l'attuale produzione di gas naturale in Italia. Si tratta di numeri importanti che entro il 2020 potranno essere raggiunti gi al 65%. A regime 8 mld di metri cubi prodotti consentiranno al Paese un taglio importante delle importazioni dall'estero di gas naturale, biocarburanti e biomasse, per un risparmio annuo, calcolato a prezzi correnti, di 5 miliardi di euro".

"E non tutto: in termini di indotto - ha aggiunto Gattoni - parliamo di un incidenza sul Pil agricolo, che oggi ammonta a circa 48 miliardi di euro, del 5%: ad oggi parliamo di oltre due miliardi di euro che si ritraducono in posti di lavoro per la filiera del biometano".

"I numeri del comparto del biometano - ha osservato - dimostrano che urgente avere un supporto normativo tecnico e incentivante per la promozione di questa straordinaria rinnovabile che da nuove prospettive di crescita al mondo dell'agricoltura e industria italiana".

"Per il Cra - ha detto Paolo Ranalli, direttore del dipartimento di Trasformazione e valorizzazione dei prodotti agro-industriali - di estremo interesse lo sviluppo del biometano; infatti i nostri centri di ricerca di Bologna, Roma, Milano, Casale Monferrato e Bari sono impegnati nello studio delle bioenergie di seconda generazione. Bioenergie che sono di fondamentale importanza nello sviluppo ecosostenibile in quanto ottenute da biomasse legnose non sottraendo terreno alle piante per uso alimentare".

Secondo Donato Rotundo, responsabile Ambiente e territori di Agroenergia-Confagricoltura, "l'Unione europea, a pi riprese, ha sottolineato l'importanza dello sviluppo della bioeconomia che rappresenta un grande potenziale, in quanto pu mantenere e alimentare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, nonch migliorare la sostenibilit economica e ambientale della produzione primaria".

"Un'agricoltura quindi che oltre a garantire la sicurezza alimentare - ha ribadito - in grado di dare il proprio contributo alla riduzione dell'utilizzo delle risorse non rinnovabili e all'attenuazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici. In questo contesto il biometano, con le altre agroenergie, rappresenta una opportunit concreta per tutta la filiera dalla produzione agricola, all'industria delle macchine agricole e delle attrezzature, a quella del biogas e delle tecnologie per la distribuzione e il trasporto del biometano".

Mentre Marino Berton, presidente Aiel-Cia, ha evidenziato come "il biometano prodotto da matrici organiche, da colture agricole di integrazione, da sottoprodotti agricoli e agroindustriali la nuova frontiera delle rinnovabili bioenergetiche. L'Italia presenta le migliori condizioni europee per uno sviluppo in tempi brevi del biometano".

Paolo Vettori, presidente Assogasmetano, ha puntualizzato, parlando di biometano, "la sua valenza ambientale e strategica dal punto di vista energetico capace di costituire un plus anche nella distribuzione stradale del metano carburante. Per questo Assogasmetano auspica che il documento trovi pratico e oggettivo riscontro preso le autorit preposte per regolamentare la materia e si possa pervenire alla definizione di idonei incentivi affinch la filiera del biometano abbia un rapido sviluppo".

Giorgio Bergamini, presidente di Cogena, ha sottolineato "la preziosa combinazione tra biometano e cogenerazione. Una soluzione virtuosa che unisce la capacit di essere rinnovabili con la capacit di essere efficienti. Il Position Paper sul biometano frutto del lungo lavoro di un tavolo costituito da numerosi interlocutori. L'intento quello di offrire una linea guida al legislatore che non tenga conto solo della situazione attuale del nostro paese, ma offra uno sguardo lungimirante di crescita per la politica energetica italiana. Con il biometano si coinvolge un'intera filiera di produzione dalla base biologica a quella tecnologica".

Michele Ziosi, direttore Ngv System Italia, ha evidenziato come "Ngv System Italia, che rappresenta i principali attori dell'industria italiana del gas naturale per i trasporti, ritiene con soddisfazione che l'Italia abbia dimostrato di avere avuto intuizioni importanti, sia nel decreto di recepimento della direttiva sulle fonti rinnovabili sia nel recente decreto sulle liberalizzazioni, indicando nel biometano un asset importante nelle politiche ambientali e per lo sviluppo economico del Paese nel settore dei trasporti. Occorre ora concretizzare queste intuizioni e far diventare realt il biometano come carburante per la mobilit sostenibile attraverso un approccio integrato che veda impegnati fin da ora, per il conseguimento di questo obiettivo, istituzioni e attori economici. Le premesse ci sono tutte".


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