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Rapporto condotto dalla societ di ricerca Ecba Project

Il 15% di danni ambientali e sanitari del manifatturiero in meno nel 2012

ultimo aggiornamento: 20 gennaio, ore 17:22
Da vetro, ceramica, cemento e affini i maggiori costi


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Roma, 20 gen. - (Adnkronos) - Sono scesi a 7,1 miliardi di euro nel 2012, ovvero a meno del 15% del complesso, i danni ambientali e sanitari associati alle emissioni in atmosfera dell'industria manifatturiera che, con 218 miliardi, ha contribuito per il 16% al valore aggiunto dell'intera economia. E' quanto emerge dal rapporto sull'industria manifatturiera realizzato nell'ambito del programma di ricerca sui costi esterni ambientali dei settori dell'economia italiana, condotto dalla societ di ricerca e consulenza economica Ecba Project.

Il settore della manifattura con i maggiori costi esterni ambientali e sanitari quello del vetro, ceramica, cemento e affini (nella classificazione Ateco dell'Istat tali produzioni sono accorpate sotto la voce 'Altri prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi'), con 2,2 miliardi di euro, seguito dalla raffinazione del petrolio, con 1,7 miliardi, e dalla metallurgia, con 1,2 miliardi.

Il 56,9% dei costi esterni dovuto ai macro-inquinanti atmosferici di rilievo sanitario, il 41,4% ai gas ad effetto serra, e l'1,7% alle emissioni di metalli pesanti. Diversamente dal quadro dei costi esterni che emerge nell'indagine di Ecba Project a livello di intera economia italiana, dove le polveri sottili (Pm2,5) spiccano come inquinante principale col 35% dei costi esterni complessivi, il fattore di emissione pi impattante fra quelli dell'industria manifatturiera l'anidride carbonica (Co2), principale responsabile dei cambiamenti climatici di origine antropogenica, col 40,1%.

Seguono gli ossidi di azoto (Nox) col 22,2% e gli ossidi di zolfo (Sox) col 16,4%. Nella manifattura, le emissioni di polveri sottili, i cui costi esterni sono interamente ascrivibili ad effetti sanitari (per malattie respiratorie e per mortalit a lungo termine), risultano al quarto posto per importanza, con un'incidenza del 14,5% sui costi esterni di comparto.

''Anche se i consumi di combustibili fossili e le emissioni di Co2 rimangono il principale problema ambientale da gestire per l'industria manifatturiera, va riconosciuto il miglioramento dell'intensit energetica del comparto nonostante la profonda crisi in atto'' commenta Andrea Molocchi, partner di Ecba Project e co-autore dello studio. ''In base alla nostra indagine, le emissioni di Co2 della manifattura si sono ridotte da 111,4 milioni di tonnellate nel 2010 a 101,7 milioni di tonnellate nel 2012, con un miglioramento di quasi il 9% in due anni, ampiamente superiore alla riduzione del valore aggiunto subita dalla manifattura nel medesimo periodo in termini reali, pari al 3%'' concluse Molocchi.


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