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Prometeo - Sostenibilità

Il 68% degli italiani dice no ai delfinari, Lav e Marevivo lanciano un appello Sos

ultimo aggiornamento: 04 luglio, ore 15:27
Oggi la Giornata mondiale contro la cattività dei mammiferi marini


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Roma, 4 lug. (Adnkronos Salute) - Il 68% degli italiani dice no ai delfinari. Il 73% è totalmente contrario alla cattura dei delfini per destinarli ad una vita in cattività e quasi il 100% spera che sia proibita. I dati Ipsos dimostrano come il pubblico sia contrario all'attività svolta nei delfinari, luoghi in cui troppo spesso non vengono rispettate le disposizioni legali per il mantenimento dei delfini. Per indagare più a fondo sui comportamenti illegali a danno dei mammiferi la Liberazione animale (Lav) e Marevivo, in occasione della Giornata mondiale di domani contro la cattività dei mammiferi marini, ha lanciato un appello Sos delfini a sostegno della campagna europea promossa dall'associazione spagnola Faada e realizzata in collaborazione con Born Free Foundation.

Dal sondaggio Ipsos emerge che il 66% degli intervistati pensa che la cattività aumenti il tasso di mortalità dei delfini mentre il 71% pensa che i delfinari non permettano di comprendere come gli animali vivano in natura. In Italia i delfinari - si legge in una nota della Lav - non hanno alcuna funzione educativa nè scientifica o di conservazione della specie, ovvero non rispettano queste caratteristiche obbligatorie per legge, facendo invece spettacolo. Su queste irregolarità la Lav si riserva di adire a vie legali. L'indagine svolta la scorsa estate, ha riguardato i delfinari attivi in Italia, ovvero il Delfinario di Fasanolandia (Fasano, Brindisi), Zoomarine (Torvajanica, Roma), il Delfinario di Oltremare (Riccione), il Delfinario di Rimini, Gardaland (Verona) il cui delfinario è stato successivamente chiuso alla fine del 2012, dopo non pochi decessi di delfini (Hector, Violetta e Tango, per citarne alcuni) per gravi carenze nella gestione, nell'alimentazione e nel superlavoro richiesto loro, soprattutto durante la stagione estiva.

"Per ogni delfino che sopravvive in un delfinario, la maggior parte muore nel tentativo di adattarsi - spiegano Giorgio Panariello e Licia Colò, che partecipano all'iniziativa - La vita in cattività è fonte di stress e depressione, tanto che a volte è necessario dare loro tranquillanti e farmaci. Il pubblico che visita i delfinari, dove gli animali sono sottoposti ad addestramenti e costretti a fare spettacoli, a nuotare con le persone, a subire rumori molesti, non può continuare a ignorare questa sofferenza". La Lav e Marevivo infine annunciano di voler consegnare l'indagine "al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando sollecitandolo a prendere atto delle violazioni documentate, talmente evidenti da rendere inevitabile la chiusura dei delfinari in Italia".


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