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A lanciare l'allarme Confesercenti e Sos Impresa nella XIII edizione del rapporto 'Le mani della criminalit sulle imprese'

La criminalit organizzata la pi grande 'azienda' italiana, rappresenta il 7% del Pil

ultimo aggiornamento: 23 marzo, ore 15:27
Oltre 137 miliardi di euro e un utile di oltre 104 miliardi di cui oltre 65 miliardi in denaro contante


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Roma, 23 mar. - (Adnkronos) - I commercianti e gli imprenditori ogni giorno subiscono milletrecento reati, praticamente cinquanta ogni ora, quasi uno al minuto. La criminalit organizzata con un fatturato complessivo di oltre 137 miliardi di euro e un utile di oltre 104 miliardi di cui oltre 65 miliardi in denaro contante, "la pi grande azienda italiana". A lanciare l'allarme Confesercenti e Sos Impresa nella XIII edizione del rapporto 'Le mani della criminalit sulle imprese' sottolineando che il ramo commerciale della criminalit mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell'impresa, da solo sfiora i 100 miliardi di euro, pari a circa il 7% del Pil nazionale.

Dalla filiera agroalimentare al turismo, dai servizi alle imprese e alla persona agli appalti, dalle forniture pubbliche al settore immobiliare e finanziario: la violenza di strada e ricatto mafioso si abbattono sulla piccola impresa. Sono oltre un milione gli imprenditori vittime di un qualche reato, un quinto degli attivi.

E se l'ortofrutta un settore tradizionale di infiltrazioni mafiose, altrettanto preoccupante l'aggressione al comparto turistico e alberghiero. Recenti indagini giudiziarie hanno portato alla luce, soprattutto in Calabria e in Sicilia, il sequestro di grandi villaggi turistici e complessi alberghieri di lusso che mettono in luce attivit collusive tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni locali, il pi delle volte in spregio alle stesse risorse ambientali e turistiche.

E' tornata ad essere un'altra emergenza nazionale anche l'usura, alimentata da una crisi economica che costringe alla chiusura cinquanta aziende al giorno e che ha bruciato, solo lo scorso anno, 130.000 posti di lavoro.

A conferma di tali dati il trend dei fallimenti, che ha subito una forte accelerazione: pi 16,6% nel 2008 e pi 26,6% nel 2009, pi 46% nel primo trimestre del 2010. Mentre l'indebitamento medio per impresa di circa 180.000 euro, cresciuto negli ultimi dieci anni del 93%. Dai dati del rapporto emerge che sono oltre 200.000 i commercianti colpiti, per un giro d'affari che sfiora i venti miliardi di euro.

La tipologia del reato non omogenea su tutto il territorio nazionale. Le denunce di estorsione al Sud sono quasi esclusivamente legate al pagamento del pizzo in senso stretto e, quindi, il reato con altissima probabilit imputabile a un'organizzazione criminale strutturata che si avvale di una forte intimidazione e agisce in un clima di condizionamento ambientale. Al Centro-Nord, invece, forte la presenza di denunce di estorsioni finalizzate all'usura, o casi di truffe denunciate come estorsioni, ovvero estorsioni tentate da singoli (malavitosi, tossicodipendenti, extracomunitari) verso soggetti imprenditoriali e non solo.


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