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Inviata ai ministri dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, dell'Ambiente, Andrea Orlando e del Turismo, Massimo Bray

No a nuove centrali eoliche, associazioni ambientaliste scrivono al Governo

ultimo aggiornamento: 26 ottobre, ore 09:54
Secondo i 13 firmatari "ogni nuovo impianto che fornisce energia intermittente, comporta anche costi per risolvere i problemi di dispacciamento, per costruire nuovi elettrodotti con danni ambientali"


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Roma, 26 ott. - (Adnkronos) - Una lettera con una richiesta di moratoria per nuove centrali eoliche stata inviata da 13 associazioni ambientaliste ai ministri dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, dell'Ambiente, Andrea Orlando e del Turismo, Massimo Bray. Le associazioni intervengono a proposito del provvedimento annunciato da Zanonato per dilazionare parzialmente gli oneri che gravano sulle bollette di famiglie e imprese italiane a causa degli incentivi alle rinnovabili elettriche "che ammontano ormai a 11,2 miliardi annui e che presto sfonderanno, per pura inerzia, anche il tetto dei 12,5 miliardi di oneri (6,7 per il fotovoltaico pi 5,8 per le restanti tecnologie) come stabilito dalla riforma dello scorso anno", fanno sapere le associazioni.

"Se il Governo intende intervenire per attenuare questo aggravio dei costi dell'elettricit che compromette ogni possibilit di ripresa economica, noi concordiamo con questa finalit, ma osserviamo - continuano le associazioni - che prima ancora di cambiare tempi e regole per il pagamento degli incentivi gi assegnati occorre smettere di assegnarne di nuovi. Ci riferiamo all'organizzazione delle aste competitive del prossimo anno per l'assegnazione di ulteriori incentivi alle fonti di produzione diverse dal fotovoltaico. Per il solo eolico on-shore e per i soli impianti di potenza superiore ai 5 Mw, s'intendono assegnare altri incentivi a un contingente di 500 Mw di potenza".

Le associazioni poi sottolineano che ogni nuovo impianto che fornisce energia intermittente, comporta anche costi per risolvere i problemi di dispacciamento, per costruire nuovi elettrodotti con danni ambientali, per rispondere all'aspettativa di un 'capacity payment' che mantenga remunerativi e in esercizio gli impianti a idrocarburi fossili che devono per forza fungere da riserva. E che gli obblighi assunti in sede Ue dal Governo italiano per il raggiungimento della quota del 26,39% della produzione elettrica da Fer nel 2020, e per cui gli incentivi vennero stanziati, sono stati raggiunti l'anno scorso e saranno oltrepassati quest'anno.

Allo stesso tempo, aggiungono le associazioni, altri settori pi performanti e pi utili ad ambiente ed eonomia, come le rinnovabili termiche e l'efficienza energetica, non hanno beneficiato di analoghe politiche. "Un provvedimento di moratoria a incentivi per nuovi impianti di rinnovabili elettriche intermittenti si rende indispensabile per non vanificare ogni possibile intervento di contenimento dei costi di incentivazione in bolletta e persino per evitare di dover tagliare retroattivamente incentivi gi assegnati.

Paradossale, fanno notare, "che societ spagnole stiano per piazzare ulteriori centrali eoliche in Italia, mentre in Spagna applicata una tassa del 6% sui ricavi da generazione elettrica. Da associazioni ambientaliste sensibili alla tutela del territorio, ci siamo espressi fin dall'inizio contro gli incentivi che hanno favorito la speculazione a danno di paesaggio, natura, territori collinari e montani, senza portare riduzioni significative, a livello complessivo, dei gas climalteranti".

Le associazioni firmatarie: Italia Nostra, Altura, Amici della Terra, Associazione Italiana per la Wilderness, Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico in aree verdi, Comitato Nazionale per il Paesaggio, Comitato per la Bellezza, Lipu, Mountain Wilderness, Movimento Azzurro, Verdi Ambiente e Societ, Rete della Resistenza sui Crinali, Terra Celeste.


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