Prometeo - Sostenibilit
Proposte dal basso per 'cambiare il sistema, non il clima'

Rigas, Cnr e Citera portano a Durban societ civile e mondo scientifico

ultimo aggiornamento: 28 novembre, ore 18:26
Napoli e Venezia sostengono la societ civile a Durban: una delibera di giunta impegna le amministrazioni ad avviare azioni concrete


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Roma, 28 nov. (Adnkronos) - I biologi la definiscono "la sesta estinzione di massa", la pi veloce da quando comparsa la vita sulla Terra, provocata non da glaciazioni n da asteroidi giganti, ma dalla forza distruttiva dell'uomo. A farne le spese la biodiversit e la causa da ricercarsi nell'aumento delle temperature (previsti due gradi in pi nei prossimi 20 anni e ben quattro entro il secolo) e nei cambiamenti climatici gi in atto: siccit e inondazioni, desertificazione, scioglimento dei ghiacciai con innalzamento dei mari. Senza contare inquinamento e deforestazione. (VIDEO)

Oltre alla diseguaglianza nella produzione e nell'accesso all'alimentazione, i cambiamenti climatici saranno anche la causa di una nuova migrazione che, entro il 2050, riguarder tra i 250milioni e 1 miliardo di profughi. Questi i dati presentati oggi da Rigas (la rete italiana per la giustizia ambientale e sociale), Cnr e Citera (Centro interdisciplinare territorio, edilizia, restauro, ambiente della Sapienza) nell'incontro "Cambiare il sistema, non il clima", in occasione dell'avvio a Durban della 17 Conferenza Mondiale Onu sul Clima.

Tra le proposte che Rigas porta a Durban, ci sono il trasferimento del 6% del Pil dei Paesi inquinanti per misure di mitigazione e adattamento e la tassazione delle emissioni per la riconversione; la creazione di un quadro coercitivo che garantisca la diminuzione delle emissioni; l'attuazione di piani di preservazione, recupero e gestione sostenibile delle foreste; l'istituzione di tribunali ambientali nazionali e di un tribunale internazionale per la giustizia ambientale e climatica; il trasferimento di tecnologie ai Paesi con minori possibilit economiche e la salvaguardia e supporto all'agricoltura contadina locale.

Riflettori puntati sul ruolo dell'energia, visto che "nel 2035 i consumi aumenteranno di un terzo - spiega Giuseppe De Marzo, rappresentante Rigas e dell'associazione A Sud - Siamo convinti che quella che Rifkin definisce come la 'terza rivoluzione industriale' sia ormai necessaria, e che questa debba partire dal piano locale, mettendo insieme un tavolo degli stakeholder, dalle forze produttive ai cittadini", aggiunge De Marzo.

Una voce dal basso, quindi, che si aggiunge a quelle dei Governi e delle multinazionali che partecipano a Durban (194 i Paesi coinvolti), cercando di fare chiarezza su obiettivi e intenti. Particolare attenzione al ruolo della Cina, Paese che nel corso del 'Low carbon Summit' del mese scorso si proposto per assumere un ruolo guida per quanto riguarda i temi climatici ed energetici, "e parliamo dello stesso Paese che brucia montagne di carbone e che ha messo in preventivo la costruzione di 100 reattori nucleari", spiega Valerio Rossi Albertini del Cnr, che parteciper a Durban come esperto di energia e nuove tecnologie.

La green economy, infatti, rappresenta per molti il vero business del futuro, come dimostra la crescente presenza della Cina nel settore, ad esempio, del fotovoltaico.

"L'Italia stata sempre all'avanguardia nel campo delle rinnovabili - spiega l'esperto del Cnr - lo stata nel geotermico, nell'idroelettrico e negli anni Cinquanta stata il primo Paese a sviluppare il fotovoltaico. Poi, ci siamo dimenticati tutto e ora ci stiamo trasformando da produttori a colonia. Ma la Cina - sottolinea - non pu competere sul piano della qualit: lo dimostra il fatto che gli Stati Uniti abbiano deciso di investire in uno stabilimento del Valdarno dove si producono componenti elettronici per il fotovoltaico, gli stessi che in Cina vengono realizzati a un quarto del prezzo".

La presenza di Rigas e di rappresentanti della societ civile a Durban ha lo scopo di garantire uno spazio adeguato di discussione alle istanze che partono da cittadini, associazioni, climatologi, ambientalisti, amministratori locali, sempre pi sensibili al tema. Secondo i dati di un sondaggio Eurobarometro, due cittadini europei su tre si dicono preoccupati per il lavoro e la giustizia climatica; l'80% favorevole all'adozione di misure drastiche per combattere l'ingiustizia climatica e il 78% la mette in relazione alla crisi economica.

Da Napoli e Venezia pieno sostegno alle richieste che la societ civile, organizzazioni e associazioni, presentano a Durban in occasione della 17 Conferenza Mondiale Onu sul Clima. E lo fanno con l'adozione di una delibera di giunta che si spinge oltre, aprendo di fatto un tavolo permanente di confronto e discussione sul clima e sull'energia come bene comune.

Nel caso di Napoli, la delibera stata firmata il 25 novembre in sede di giunta comunale presieduta dal sindaco Luigi De Magistris. A Venezia, invece, verr discussa oggi pomeriggio, "ma di fatto gi stata fatta propria dalla maggioranza", dichiara all'Adnkronos il consigliere comunale Beppe Caccia (Lista in Comune). "Venezia una delle citt pi a rischio quando si parla degli effetti del cambiamento climatico e guarda con apprensione all'innalzamento del livello dei mari come conseguenza del riscaldamento globale", spiega Caccia.

"Per questo - aggiunge - esprimiamo pieno sostegno alle richieste che i movimenti organizzati e la societ civile avanzeranno a Durban e spingiamo affinch la conferenza Onu non sia il teatro di un fallimento annunciato, ma vada nella direzione di misure concrete da parte dei governi di tutto il mondo".

Le delibere di Napoli e Venezia impegnano i due comuni a "rendere noti gli esiti della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici - si legge nel documento - e le proposte e le alternative esistenti per farvi fronte, cos come espresse dai movimenti sociali e dalla societ civile", affinch "possano essere discusse all'interno dell'Amministrazione e fra l'opinione pubblica del territorio cittadino utilizzando anche gli strumenti della democrazia partecipata".

Inoltre, i due comuni si impegnano ad "aprire un tavolo di discussione con gli attori sociali per favorire la partecipazione all'articolazione di una strategia d'azione locale condivisa utile a fronteggiare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni". La delibera, infine, prevede di "costruire un patto tra Amministrazioni e cittadini, in difesa dei diritti della salute delle future generazioni, che consenta di addivenire alla formulazione di un piano d'azione per l'energia sostenibile".

A Durban la societ civile italiana sar rappresentata da Rigas, la Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale che si far portatrice di alcune proposte a sostegno della lotta alle ecomafie, responsabili di situazioni di degrado ambientale e sociale; della gestione partecipata del territorio; di una mobilit sostenibile che risponda alle esigenze delle popolazioni locali; di nuove forme di gestione del ciclo dei rifiuti; sostegno ai piccoli produttori agricoli e all'economia solidale; gestione pubblica dei beni pubblici.


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