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Partito nell'ottobre 2010 e finanziato fino alla fine del settembre 2013

Specie meno conosciute sulle tavole italiane con il progetto 'Pesce ritrovato'

ultimo aggiornamento: 12 marzo, ore 10:11
L'intento dell'iniziativa, nata all'Acquario di Genova, la salvaguardia della biodiversit marina


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Roma, 12 mar. - (Adnkronos) - Orata o spigola? Nessuna delle due: piuttosto una succosa lampuga, un'argentea spatola, la nobilissima alalunga, o quello che la vera gente di mare ritiene il re dei pesci a carne bianca, il leccio stella. Da oltre un anno, con una passione pari solo alla loro testardaggine, un gruppo di biologi dell'Acquario di Genova impegnato nella divulgazione delle specie dimenticate dei nostri mari, ed hanno quindi ideato il progetto "Pesce ritrovato", partito nell'ottobre 2010 e finanziato fino alla fine del settembre 2013: e visto il successo che sta riscuotendo, anche tra ristoratori, coop e soprattutto gli utenti finali sulle loro tavole, potrebbe continuare ancora a lungo.

"L'intento principale del progetto -dice all'Adnkronos Bruna Valettini, alla testa del progetto- la salvaguardia della biodiversit marina, promuovendo le specie meno conosciute: le altre sono sovrasfruttate, vale a dire quei pesci che tutti conoscono e tutti comprano al mercato".

Ma il bonus vero, che si scopre solo dopo, proprio a tavola: le specie selezionate dal progetto (la lista su www.fishscale.eu) non solo non hanno nulla da invidiare a quelle pi conosciute, ma spesso hanno caratteristiche di gusto e anche organolettiche superiori. "Anch'io -dice Valettini- ero una consumatrice tipo, poi mi sono resa conto della realt di questa situazione. Il consumatore tipo ragiona cos: non conosce il pesce e quindi non lo compra. E non sa che grosso sbaglio fa..."

Il progetto, coordinato dall'Acquario, cofinanziato dall'Unione europea e dalla regione Liguria. "Abbiamo individuato 18 specie non a rischio, meno conosciute e quindi valore di mercato basso. Che siano poco conosciute lo capiamo anche facendo sondaggi: abbiamo distribuito 800 questionari al pubblico, nei nostri eventi o degustazioni chiedevamo verbalmente mostrando i pesci se per caso li conoscessero, e cos via; ma l'ignoranza diffusa dipende anche dal fatto che quelle specie non arrivano sui banchi del mercato: e allora abbiamo pensato di coinvolgere anche i distributori per rompere questo circolo vizioso".

Da qui un accordo, che Valettini definisce importantissimo, con le due maggiori cooperative di pesca nazionali, Agci Agrital e Legapesca, che aiutano il gruppo di Fishscale a coinvolgere pescatori e rivenditori nei punti di prima vendita: di fatto, lungo le banchine dei porti pescherecci. Le risposte non sono tardate, e soprattutto dai pescatori: "loro sono felici, conoscendo bene il pesce, di venderlo invece di ributtarlo a mare (ogni anno, stima la Fao, lo scarto a livello mondiale del 25%, pari a oltre 40 tonnellate, ndr), e si sono convinti subito che con una maggiore richiesta sarebbe per loro un vantaggio economico non indifferente, anche se il pesce non noto non spunta alti prezzi".

Gi un altro progetto di pescato sostenibile, www.fishbox.it di Termoli, ha iniziato a commercializzare box di alcune specie selezionate dai "biologi-attivisti" di Genova.

Dalla banchina al ristorante il passo breve, e Fishscale ha gi nel suo carnet una sessantina di risoratori liguri che aderiscono al progetto, pi un gruppetto di pescherie. "La grande svolta potrebbe derivare -anticipa Valettini- da un possibile accordo con Unioncamere, che stiamo discutendo proprio in questi giorni: raggiungeremmo circa 2.000 ristoranti, non poca cosa".

Per ora solo in Liguria, inoltre, le Coop locali dedicano per un mese all'anno una parte del reparto pescheria ai "pesci ritrovati", con tanto di hostess che spiegano ai clienti meno intraprendenti di cosa si tratta anche mettendo gentilmente l'accento su una parola magica: risparmio.

Sempre per diffondere pi la conoscenza del pesce che il pesce in s, da quest'estate la campagna balneare di Legambiente, Goletta Verde, veicoler le informazioni di Fishscale. Infine, non va mai perso di vista l'utente finale: "stiamo anche realizzando dei video su come si prepara il pesce -dice infine Valettini-. Uno dei problemi che si incontra il trattamento di queste specie in cucina. Per ogni specie forniamo informazioni e ricette, e persino immagini di come si fa: a questo punto non possiamo fare di pi, la scelta spetta solo al cliente".


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