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Lo rilevano i dati elaborati da Irpi-Cnr

Tra 1960 e 2012 in Italia 541 inondazioni e 812 frane, oltre 4mila i morti

ultimo aggiornamento: 09 ottobre, ore 15:45
La tragedia del Vajont, di cui oggi ricorre il cinquantennale, l'evento calamitoso pi pesante in termini di vittime, che ha colpito il nostro territorio, ma non l'unico


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Roma, 9 ott. - (Adnkronos) - La tragedia del Vajont, di cui oggi ricorre il cinquantennale, l'evento calamitoso pi pesante in termini di vittime, che ha colpito il nostro territorio, ma non l'unico. Fra il 1960 e il 2012, tutte le 20 regioni italiane hanno subito eventi fatali: 541 inondazioni in 451 localit di 388 Comuni, che hanno causato 1.760 vittime (762 morti, 67 dispersi, 931 feriti), e 812 frane in 747 localit di 536 Comuni con 5.368 vittime (3.413 morti compresi i 1.917 dell’evento del Vajont del 1963, 14 dispersi, 1.941 feriti).

Lo rileva il Cnr sulla base di recenti dati statistici elaborati dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche. Allargando l'arco temporale, fra l’843 e il 2012 sono avvenute 1.676 frane che hanno causato oltre 17.500 tra morti, feriti e dispersi in almeno 1.450 localit, e 1.346 inondazioni verificatesi fra il 589 e il 2012, con pi di 42.000 vittime e 1.040 localit.

Un’indagine sulla percezione dei rischi di eventi calamitosi tra gli italiani commissionata dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr alla Doxa nell’ambito della Convenzione finanziata dal Dipartimento della protezione civile attesta che il 41% considera frane e alluvioni una minaccia, anche se inquinamento e incidenti stradali sono temuti pi delle calamit naturali. al fine di impostare migliori strategie di sensibilizzazione e informazione.

Dalle analisi delle risposte fornite, tra gennaio e febbraio 2013, da un campione di 3.126 persone, emerge come gli italiani mettano al primo posto tra i rischi percepiti quello derivante dall’inquinamento ambientale (il 67% si sente molto o abbastanza esposto); seguono quelli da incidenti stradali (55%), sismico (45%), da alluvioni (24%), frane (17%) ed eruzione vulcanica (12%). Il rischio frana, invece, considerato molto o abbastanza elevato soprattutto in Valle d’Aosta (56%), Calabria (42%), Campania (27%) e Liguria (24%), con una percezione di rischio molto elevato aumentata in Valle d’Aosta (39%, +33%), Calabria (16%, +2%), Marche (11%, +8%), e Sardegna (10%, +6%).

L’esposizione al rischio da alluvione percepita molto o abbastanza elevata in Liguria (49%), Calabria (46%) e Valle d’Aosta (44%), con aumenti significativi per quella di rischio molto elevato in Calabria (18%, +7%) e Sardegna (14%, +7%). Il 41% degli italiani “ritiene che frane o alluvioni possano minacciare la sua incolumit”: maggiormente in Liguria (66%), Calabria (63%), Campania (54%), Valle d’Aosta (48%) e Veneto (46%), mentre la percentuale minore degli abitanti della Lombardia (29%). In particolare, si sentono pi minacciate le donne (42%) rispetto agli uomini (40%), e i giovani fino a 34 anni (45%) rispetto ai 35-54enni (42%) e agli over 54 (37%).

L’indagine, inoltre, evidenzia le cause che, secondo gli italiani, provocano frane e alluvioni: cattiva gestione del territorio per il 28% del campione, abusivismo edilizio (25%), abbandono del territorio (16%), cambiamenti climatici (16%) e caratteristiche geomorfologiche del territorio (9%). Anche questa domanda registra variazioni significative regionali: i cambiamenti climatici sono considerati la prima causa in Trentino-Alto Adige (45%) e Valle d’Aosta (30%), l’abusivismo edilizio in cima alle risposte dei cittadini di Puglia (38%), Sicilia (33%), Campania (28%) e Calabria (26%).


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