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La potenza installata nel nostro Paese e' pari al doppio del massimo picco di domanda mai raggiunto

Wwf, il carbone un killer spietato per la salute, il clima e l'economia

ultimo aggiornamento: 29 ottobre, ore 17:48
Oggi ad Adria la manifestazione organizzata dalle associazioni ambientaliste contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle e per sollecitare la chiusura di quelle piu' inquinanti, sostituendole con la produzione da fonti rinnovabili


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Roma, 29 ott. (Adnkronos) - "L'Italia non aveva bisogno del nucleare e non ha alcun bisogno del carbone, ma deve muoversi velocemente per stare al passo della rivoluzione energetica basata su fonti rinnovabili ed efficienza energetica: per questo il Wwf ha promosso, insieme a un'ampia coalizione di associazioni, ambientaliste e non, una mobilitazione nazionale per sabato 29 ottobre 2011". Lo afferma il Wwf ricordando che ad Adria (Rovigo) si svolge oggi una manifestazione contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, mentre altre iniziative e presidi si tengono a Vado Ligure, La Spezia, Saline Joniche e Brindisi.

"Secondo l'Agenzia internazionale per l'Energia (Iea), -prosegue il Wwf- il settore energetico e' responsabile del 41% di tutte le emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dall'uso di combustibili fossili nelle attivita' umane. Il carbone e' il piu' ricco di carbonio di tutti i combustibili fossili. La combustione del carbone produce fino al 70% di CO2 in piu' rispetto al gas naturale per ogni unita' di energia prodotta. Piu' in generale: il 43% di tutte le emissioni da combustione di combustibili fossili e' da attribuire all'uso del carbone (oltre 12,5 miliardi di tonnellate di CO2 annue)". "Dunque -afferma ancora l'associazione ambientalista- il carbone e' un vero killer del clima. Il mondo sta andando verso un'economia de-carbonizzata, ed e' logico che il primo passo sia proprio liberarsi delle centrali a carbone e non costruirne altre".

"L'Italia -continua il Wwf- non ha bisogno del carbone: oggi ci sono troppe centrali che lavorano per un terzo della loro potenzialita'. La potenza installata nel nostro Paese e' il doppio del massimo picco di domanda mai raggiunto: le centrali esistenti a tutto il 2010 sono infatti in grado di erogare una potenza massima di circa 106,5 GW contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW".

Per il Wwf, "e' venuto il momento di chiudere le centrali che non servono, a cominciare proprio da quelle piu' inquinanti, e sostituirle con la produzione di elettricita' da fonti davvero pulite e rinnovabili: solo cosi' intraprenderemo la strada che ci portera' a uscire dalla crisi ed entrare nella Green Economy". "Infatti, -prosegue l'associazione ambientalista- il carbone e' un killer con licenza di uccidere. I tanti costi per l'ambiente, per la salute e per l'economia non vengono nemmeno contabilizzati, sono a carico delle persone, della collettivita' e degli ecosistemi".

"Negli Stati Uniti -ricorda il Wwf- si e' calcolato che ogni anno 13.200 morti siano dovuti agli effetti delle emissioni di gas inquinanti delle centrali a carbone. Le centrali a carbone, infatti, sono fonte di un cocktail micidiale di inquinanti, tra cui nichel, cadmio, piombo, mercurio, cromo, arsenico, fluoro, cloro e loro composti. Sono anche tra le principali cause delle piogge acide. Gli impatti di queste sostanze sul territorio hanno anche pesanti ripercussioni economiche per settori quali l'agricoltura, la pesca, il turismo e persino per il valore delle proprieta'".

"Benche' l'uso del carbone nel mondo sia in aumento a causa del prepotente sviluppo delle economie emergenti (Cina e India innanzi tutto), questi Paesi -sottolinea il Wwf- stanno adottando provvedimenti per limitare le proprie emissioni. 'La Cina non permettera' che le proprie emissioni pro capite di CO2 raggiungano i livelli di quelle degli Stati Uniti' ha dichiarato lunedi' scorso Xie Zhenhua, vice presidente della commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme. Ma anche gli Usa stanno invertendo la rotta: il Sierra Club ha calcolato che dal 2000 ben 152 centrali a carbone sono state chiuse o ne e' stata impedita l'apertura".

"Anche gli investitori -sottolinea ancora il Wwf- stanno rivedendo la loro politica politica: Morgan Stanley, Citi, J.P. Morgan Chase, and Bank of America hanno gia' dal 2008 dato una forte stretta ai finanziamenti per le centrali elettriche a carbone, e altrettanto hanno fatto di recente, insieme al Climate Group, BNP Paribas, Credit Agricole, F&C Asset Management, HSBC e Standard Chartered. Gli investimenti stanno prepotentemente andando verso le energie davvero pulite e rinnovabili, passando da 165 miliardi di dollari nel 2009 a 211 nel 2010".

"Dunque il carbone oggi e' un ritorno al passato, dovuto solo -conclude il Wwf- a esigenze contingenti delle compagnie elettriche che non tengono conto ne' delle prospettive future (anche proprie), ne' dell'interesse generale del Paese, ne' tantomeno dell'interesse delle popolazioni locali, per non parlare del clima, dell'ambiente e della biodiversita'".


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