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Dagli esperti le regole per facilitare scelte pi sane

Dieta mediterranea addio. Al 60 per cento degli italiani del tutto sconosciuta

ultimo aggiornamento: 01 aprile, ore 18:46
Contro i troppi peccati di gola e gli errori a tavola arriva una piramide alimentare semplificata con tre sole fasce di cibi, messa a punto dai ricercatori del Dipartimento di medicina interna, invecchiamento e malattie nefrologiche dell'Universit di Bologna. Il segreto per una vita pi lunga sia per le persone che per il pianeta


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Roma, 1 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Colesterolo nel pane", "proteine nella verdura" e "grassi nella pasta". Sono le 'bufale' a cui credono gli italiani a tavola: la dieta mediterranea del tutto sconosciuta al 60% dei connazionali, che ignora i nutrienti degli alimenti, sbaglia le combinazioni e ha un'alimentazione caratterizzata da squilibri e peccati di gola. Lo rivela uno studio presentato al Congresso nazionale della Societ italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), in corso a Genova fino a domani. (VIDEO)

Italiani bocciati a tavola, dunque: sei su dieci non conoscono la dieta mediterranea n la piramide alimentare, in cui sono sintetizzate le proporzioni corrette dei vari gruppi di cibi per una sana alimentazione. La ricerca stata condotta da un'equipe del Dipartimento di medicina interna, invecchiamento e malattie nefrologiche dell'Universit di Bologna su 314 persone, sottoposte a un questionario di 33 domande. E' emerso un quadro dettagliato delle conoscenze e delle abitudini del belpaese a tavola. I risultati sorprendono.

Nella patria della dieta mediterranea, riconosciuta come 'patrimonio immateriale dell’umanit' nel 2010 dall’Unesco, l'80% della popolazione dichiara di conoscere questo regime alimentare. Andando pi a fondo, per, solo pochi sanno davvero di che si tratta. "Il 55% ha dato risposte errate, ad esempio indicando che nella pasta ci sono i grassi, e il 25% non ha saputo rispondere", spiega Massimo Volpe, presidente Siprec. Ancora "pi ignorata" la piramide alimentare, "che dovrebbe guidare le scelte quotidiane dei cibi - sottolinea l'esperto - perch indica quanto si deve introdurre dei diversi nutrienti. Il 57% non sa che cosa sia, il 40% ha dichiarato di conoscerla e il 3% rimasto incerto. Un italiano su due sa collocare gli alimenti-cardine, sa cio che alla base ci sono frutta, verdura e cereali, e riconosce i cibi pi sani. Ma c' un preoccupante 5% che 'inverte' la piramide indicando gli alimenti grassi come base dell'alimentazione quotidiana e un altro 45% che non ha proprio idea".

Stando ai dati dello studio, la poca consapevolezza dei pilastri di un'alimentazione sana un problema trasversale, che riguarda tutti i ceti sociali, a prescindere dal livello di istruzione e dalla condizione economica. "Alla domanda 'dove si trova molto colesterolo?' molti hanno risposto il pane: c' una scarsa conoscenza di nozioni basilari per una dieta equilibrata", riprende Volpe. "Peraltro, lo stile di vita attuale di certo non aiuta: anche chi vorrebbe attenersi a un'alimentazione sana - afferma - portato a sbagliare. Cos, pur sapendo come si dovrebbe mangiare, molti si nutrono in modo disorganizzato: per il 95% degli intervistati il pranzo il pasto pi importante, ma poi l'80% sceglie una pasta molto condita accompagnata dal pane. Un italiano su due mangia carne magra, ma c' un buon 20% che sceglie carni grasse pi volte alla settimana, il 45% consuma formaggi come minimo tre volte alla settimana". E ancora, evidenzia l'esperto, "pochissimi scelgono il pesce: solo uno su tre lo mangia appena una volta alla settimana, mentre andrebbe consumato almeno due, tre volte. Il problema di tutti sembra essere l'incapacit di avere una visione globale della propria alimentazione: un cioccolatino una volta ogni tanto non fa male, ma molti li mangiano ogni giorno pensando che sia un peccato di poco conto". Eppure - ormai dovrebbe essere noto - una cattiva alimentazione, che privilegia i cibi ricchi di grassi, considerata un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari: secondo un gruppo internazionale di esperti sul problema obesit (International Obesity Taskforce), il 61% delle malattie cardiovascolari legato a un'alimentazione non equilibrata o del tutto sbilanciata.

Per rendere pi semplici le scelte corrette per una sana alimentazione ed evitare i troppi peccati di gola ed errori sulle tavole degli italiani ecco una piramide alimentare semplificata, con tre sole fasce di cibi, messa a punto dai ricercatori del Dipartimento di medicina interna, invecchiamento e malattie nefrologiche dell'Universit di Bologna.

La piramide 'semplificata' ha una fascia A con gli alimenti da assumere tutti i giorni (frutta, verdura, cereali, legumi, frutta a guscio, olio d'oliva e una piccola quota di latticini); una fascia B con i cibi da concedersi settimanalmente (pesce, pollame, uova, dolci), e infine la fascia C, dove stanno i 'peccati di gola' da limitare a una, due volte al mese (carne rossa).

"Valutando il consumo di queste tipologie di alimenti nei partecipanti allo studio, abbiamo osservato che la maggioranza 'sgarra' proprio sulle fasce meno salubri - sottolinea Matteo Cevenini, responsabile dello studio - Pochissimi sforano le quote raccomandate degli alimenti di fascia A, mentre il 60% eccede con i cibi di fascia B e addirittura il 90% non controlla l'introito degli alimenti di fascia C".

"Il consumo di grassi saturi, ad esempio, in continuo aumento nel nostro Paese - avverte Cevenini - Negli ultimi 40 anni cresciuto del 50% perch ci stiamo pian piano allontanando dalla dieta mediterranea per sposare abitudini tipiche dei Paesi anglosassoni, che hanno consumi superiori ai nostri. Riteniamo perci che sia davvero opportuno migliorare le conoscenze alimentari degli italiani e aumentare la consapevolezza di ci che mettono il tavola ogni giorno: sappiamo infatti che un'alimentazione scorretta aumenta molto il rischio di malattie cardiovascolari e non solo".

Secondo gli esperti, oltre a promuovere campagne informative nazionali, sarebbe anche opportuno spronare gli italiani a trovare alternative simili, ma pi sane ai cibi che tanto piacciono ma possono essere 'pericolosi'.

"Abbiamo verificato, ad esempio, che c' un'ampia quota di persone che mangia troppe proteine animali: una strada potrebbe essere sostituirle con analoghi prodotti derivati per da proteine vegetali", spiega Volpe.

Per esempio, le proteine di soia "hanno un effetto di riduzione del colesterolo: riescono ad abbassarlo del 5% in persone con ipercolesterolemia familiare. Se molti si abituassero a sostituire la carne con una cotoletta a base di soia - suggerisce - si avrebbe l'effetto di ridurre il colesterolo in eccesso nel nostro organismo e diminuire allo stesso tempo l'introito di colesterolo animale attraverso la dieta".


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