Prometeo - Sostenibilit
Il mercato del lavoro ambientale (green job) valorizza le donne

Lavoro: Isfol, green economy nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo

ultimo aggiornamento: 22 gennaio, ore 13:53
Boom delle professioni ecologiche: l'80% di chi ha seguito un master ambientale trova lavoro in meno di 6 mesi
commenta commenta 0     vota vota 17    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 22 gen. - (Adnkronos/Labitalia) - Dalla crisi energetica e dall'attenzione verso la salvaguardia dell'ambiente sempre piu' opportunita' di lavoro. La conferma viene da una ricerca condotta dall'Isfol (Progetto Ambiente) relativa alle ricadute sul versante dell'occupazione della formazione ambientale. Appena un anno dopo il completamento di un master ambientale, ben l'80,6% degli intervistati risulta essere occupato. Il dato diventa ancora piu' significativo se lo si studia nel dettaglio: l'80% di chi ha trovato lavoro, dopo il percorso formativo, non ha atteso piu' di sei mesi dalla sua conclusione.

L'occupazione trovata, poi, e' di alto profilo e in buona misura coerente con la formazione realizzata. Piu' della meta' degli occupati (58%) ha raggiunto l'obiettivo di far coincidere il proprio percorso di studi con le aspirazioni professionali e il lavoro svolto. Il 68% degli occupati ha trovato una collocazione rispondente al livello formativo acquisito: il 31% circa ha un lavoro nell'ambito delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, il 31,7% svolge professioni di tipo tecnico ed il 5,2% e' collocato nelle posizioni di legislatore, dirigente, imprenditore. A dare maggiori garanzie di successo per quanto concerne la collocazione lavorativa sono i master ambientali di II livello con l'85% di occupati, seguono i master privati con l'83%.

Da questo si desume il perche', dice l'Isfol, dal 1999 ad oggi i master siano quintuplicati: da 60 nel 1999-2000 ai quasi 300 nel 2007-2008, e la tendenza per l'anno scolastico 2008-2009 va nella direzione di un ulteriore incremento. Sono gli atenei i maggiori soggetti promotori che consolidano l'offerta di master di I e di II livello che raggiungono nel 2007-2008 rispettivamente il 42,2% e il 40%.

Questa proliferazione di iniziative, pero', secondo l'Isfol non sempre coincide con una risposta al reale fabbisogno del mercato locale. "I master ambientali -scrivono i ricercatori dell'Isfol- rispondono a fabbisogni professionali e formativi espressi dai sistemi territoriali ed economici, ma non sono ancora molto praticate le azioni di concertazione con il territorio e le conseguenti rilevazioni dei fabbisogni. Dovra' essere posta maggiore attenzione a questo passaggio -avverte l'Isfol- per far si' che il segmento formativo relativo all'ambiente possa giocare un ruolo di anticipatore dei futuri fabbisogni professionali e formativi, proponendo figure innovative che rispondano in modo rapido ai nuovi 'mercati verdi' in espansione".

La formazione ambientale e' diffusa ampiamente su tutto il territorio nazionale. Ogni anno vengono realizzati mediamente circa 2.000 corsi da piu' di 500 enti pubblici e privati (scuole, enti di formazione, universita', consorzi, associazioni, imprese). Significativi i dati su la partecipazione media annuale stimata tra le 50.000 e le 55.000 persone. Un importante aumento dell'attivita' formativa programmata si registra nel Mezzogiorno che segna un incremento del 29,9% nell'anno scolastico 2007-2008.

L'Isfol ha anche analizzato i dati sul mercato del lavoro dal 1993 al 2008, individuando un trend crescente per gli occupati nel settore ambientale. Nel periodo, si registra un +41%: da 263.900 occupati del 1993 si passa a 372.100 del 2008. A caratterizzare maggiormente il dato e' la connotazione di genere: infatti il mercato del lavoro ambientale (green job) valorizza le donne. La componente femminile passa dal 12,7% del 1993 al 25,5% del 2008.

Altro dato interessante e' quello legato all'eta' degli occupati in relazione alla variabile sessuale: solo il 25% delle donne (contro il 49% degli uomini) ha piu' di 45 anni. Ma la componente femminile del mercato del lavoro ambientale non e' solo la piu' giovane e' anche la piu' qualificata. L'87% delle donne impegnate ha livelli di scolarita' medio-alti, contro appena il 54,6% degli uomini. Questo spiega il perche' il 61,7% delle donne (contro il 32,2% degli uomini) occupi posizioni di livello medio-alto in professioni intermedie di tipo tecnico. "Dai dati emersi -conclude l'Isfol- e' chiaro che sara' la green economy la nuova frontiera delle crescita economica del XXI secolo. L'Italia dovra' quindi continuare a lavorare nell'ottica e nel rispetto del Pacchetto clima-energia europeo che fissa al 2020 gli obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni di CO2, attraverso le energie rinnovabili e l'efficienza energetica e il risparmio dei consumi".

pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Tendenze
commenta commenta 0    invia    stampa