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Burdese: "In questo modo restituiamo al territorio quello che suo"

Terremoto, all'asta 3 litri di aceto balsamico tradizionale di Modena

ultimo aggiornamento: 01 giugno, ore 15:06
L'iniziativa di Slow Food per aiutare i piccoli produttori danneggiati


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Modena, 1 giu. - (Adnkronos) - L'aceto balsamico tradizionale di Modena, uno dei tesori della tradizione enogastronomica dell'Emilia Romagna, non mai stato cos prezioso per il suo territorio. Andr infatti all'asta, per iniziativa di Slow Food, per contribuire alla ricostruzione e aiutare i piccoli produttori che, nella regione, custodiscono e portano avanti l'eccellenza di prodotti amati e ricercati in tutto il mondo. L'aceto balsamico tradizionale in questione proviene da una batteria composta da 9 botticelle, acquistata da Slow Food nel 2007 in occasione di un'asta benefica e custodita presso la Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena di Spilamberto.

Da questa batteria, ogni anno la consorteria tira fuori circa 3 litri di prodotto dell'et media di 25 anni, che confluisce in 30 bottigliette del valore di 100 euro l'una. Sono queste che andranno all'asta a partire dalla prima spillatura, che tradizionalmente viene presentata durante il palio di San Giovanni a Modena del 24 giugno. "In questo modo restituiamo al territorio quello che suo", dichiara all'Adnkronos Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia. Vista la finalit, la base d'asta sar "superiore ai 100 euro a bottiglietta, e pensiamo di ricavare sui 5.000 euro, ma questo non che una parte di quello che vogliamo fare per il territorio", aggiunge Burdese.

La rete associativa di Slow Food, infatti, si gi attivata con le donazioni, "anche se ancora presto per scegliere cosa sosterremo, ma in generale siamo orientati ad aiutare i piccoli produttoti, gli agricoltori, i casari, le osterie del territorio, che da soli non possono accedere agli aiuti". Primo passo, raccogliere le storie, monitorare, capire quali danni ha subito chi. "C' gi un oste di Finale Emilia, la cui attivit ora inagibile, che sta raccogliendo le notizie dal territorio, andando personalmente a far visita ai contadini e ai piccoli produttori per capire come vanno le cose", aggiunge Burdese, sottolineando che "c' un'altra cosa importante da fare, ed quella di andare in quei luoghi, non abbandonarli e contribuire alla ripresa della produzione locale, mangiando l e acquistano i loro prodotti".


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