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Un terzo degli adulti italiani a rischio povert costituito da lavoratori

ultimo aggiornamento: 21 gennaio, ore 16:39
Bruxelles rileva come l'Italia sia il Paese peggiore d'Europa per chi perde il posto di lavoro: le possibilit di trovarne un altro nell'arco di un anno sono infatti tra 14-15%, le pi basse dell'Ue


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Roma, 21 gen. (Adnkronos) - Un terzo degli adulti a rischio povert costituito da lavoratori e la situazione peggiorata fra il 2008 e il 2012: in Europa il 9,3% dei lavoratori a rischio povert contro l'8,5% del 2008. E l'Italia uno dei Paesi dove il dato cresciuto in maniera pi significativa, al 12%, come la Spagna. Fanno peggio solo Romania e Grecia. E' quanto emerge dallo studio della Commissione Ue 'Employment and Social Developments in Europe 2013'.

Guardando al complesso della popolazione italiana, dalle schede Ue emerge come sia a rischio povert ed esclusione sociale il 29,9% degli italiani nel 2012. "L'aumento del tasso di rischio povert ed esclusione sociale in Italia, Cipro e Ungheria principalmente dovuto alla crescita del tasso di severe privazioni materiali", si legge nel rapporto; mentre in Bulgaria, Irlanda e Spagna "riflette la crescita della quota di famiglie senza lavoro".

Ma non solo, Bruxelles rileva come l'Italia sia il Paese peggiore d'Europa per chi perde il posto di lavoro: le possibilit di trovarne un altro nell'arco di un anno sono infatti tra 14-15%, le pi basse dell'Ue. Bassa anche la spesa sociale per i disoccupati. In Italia, la spesa per la protezione sociale "relativamente bassa" per le famiglie, disoccupati e sanit, mentre risulta "fortemente orientata verso le pensioni". Inoltre, nel paese sono migliorati gli incentivi per continuare a lavorare, mentre cresciuto il costo del lavoro. Sul fronte della disoccupazione, Bruxelles rileva come la situazione del Belpaese potesse essere anche peggiore. In Italia "una forte riduzione dell'occupazione stata infatti evitata attraverso un calo del numero di ore lavorate e da un calo della produttivit lavorativa".

E proprio la produttivit resta il tallone d'Achille del nostro mercato del lavoro. In Italia, ma anche in Lussemburgo, Slovenia e Malta sono stati registrati "i pi forti cali".


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