Prometeo - Sostenibilit
Allo stress di natura climatica si somma la pressione spesso non sostenibile delle attivit umane sull'ambiente

Allarme 'land degradation', a rischio l'84% delle aree agricole a livello mondiale

ultimo aggiornamento: 06 agosto, ore 13:03
In Italia il fenomeno colpisce Sud e Isole, in particolare la Basilicata


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Roma, 6 ago. - (Adnkronos) - Allarme degrado delle terre per l'Italia. Nel Paese, infatti, il fenomeno della cosiddetta 'land degradation' colpisce in maniera significativa le regioni meridionali e insulari (Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia) dove, oltre allo stress di natura climatica, "la pressione spesso non sostenibile delle attivit umane sull'ambiente sta determinando una riduzione della produttivit biologica ed agricola ed una progressiva perdita di biodiversit degli ecosistemi naturali''. Lo afferma, in una nota, Maria Luigia Giannossi, ricercatrice dell'Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale del Cnr (Imaa Cnr).

''Anche le regioni del centro nord, in particolare Toscana, Emilia Romagna e la Pianura Padana in generale - aggiunge Giannossi - manifestano un peggioramento della situazione idrometeorologica e sono sempre pi vulnerabili all'irregolarit delle precipitazioni, alla siccit ed all'inaridimento''. I dati a livello mondiale sono preoccupanti: ''Circa 2 miliardi di ettari delle terre emerse sono interessati a diversi livelli da processi di degrado - continua la ricercatrice - compromettendo ben l'84% delle aree agricole a livello mondiale e coinvolgendo circa un quarto della popolazione del globo''.

In cosa consiste la 'land degradation'? Il fenomeno il risultato del contributo sinergico di alcuni fattori naturali predisponenti che includono il regime climatico e le caratteristiche di suolo e vegetazione e di un'impropria gestione del territorio da parte dell'uomo. In particolare, nel caso dei Paesi economicamente avanzati, i fattori antropici rappresentano la principale causa di espansione dei fenomeni di degrado (sviluppo urbano e industriale, crescita del settore turistico, attivit agricole non sostenibili).

La necessit di fermare o prevenire i processi di degrado ha sollecitato la comunit scientifica internazionale a fornire strumenti interpretativi dei fenomeni di degrado, per comprenderne meglio i fattori predisponenti e le loro interazioni e supportare i decisori nella scelta delle pi adeguate soluzioni di mitigazione o recupero. Il degrado delle terre stato catalogato tra le maggiori emergenze socio-ambientali del XXI secolo con implicazioni dirette e indirette su sicurezza alimentare, cambiamento climatico, guerre legate allo sfruttamento delle risorse naturali e conseguente presenza di ecorifugiati.

In Italia, nell’ambito degli studi promossi dall’Imaa Cnr, sono stati realizzati tre progetti, di cui uno in corso, con l'obiettivo di realizzare studi integrati per il monitoraggio del fenomeno della 'land degradation' nelle regioni meridionali in particolar modo in Basilicata e per il sostegno alle metodiche di salvaguardia delle risorse naturali (suoli e acque). Dai risultati osservabili risulta che la Basilicata particolarmente interessata dal rischio land degradation. Tra i processi di degrado a cui soggetta la Basilicata, il fenomeno dell’erosione del suolo con sviluppo delle tipiche forme morfologiche (calanchi) e il fenomeno di degrado di origine chimico (salinizzazione).

Questi fenomeni lucani "sono stati studiati con tecniche integrate in situ e di remote sensing al suolo e da satellite per quantificare la gravit e l’impatto dei fenomeni di land degradation - spiega Giannossi - I punti di innovazione del progetto sono da ricercarsi nella valutazione di tutte le geomatrici ambientali colpite dal fenomeno, nell'utilizzo di tecniche integrate e nella valorizzazione delle competenze degli stakeholder locali per la mappatura del degrado del territorio e per la valutazione de corretta gestione sostenibile del territorio”. I nuovi studi dedicati al fenomeno verranno illustrati a Pisa in occasione di Geoitalia 2013, dal 16 al 18 settembre, iniziativa organizzata dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra.


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