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Domani la firma del Decreto che verr poi mandato ai Ministri della Salute e dell'Ambiente

Commissione Sementi nega l'autorizzazione di iscrizione al registro per il mais Ogm

ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 16:16
La decisione presa all'unanimit dopo la sentenza del Consiglio Stato. Soddisfazione da ministro Zaia, Coldiretti, Legambiente e Confederazione italiana agricoltori
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Roma, 18 mar. (Ign/Adnkronos) - ''La decisione presa oggi dalla Commissione Sementi di negare l'autorizzazione alla domanda di iscrizione al registro di un mais Ogm, appare particolarmente significativa perche' presa all'unanimita' da tutti i membri della Commissione. Sia i rappresentanti delle Regioni che quelli dei tre Ministeri che compongono la Commissione si sono espressi per il principio di cautela che ha finora caratterizzato la politica agricola del Paese su questo delicato tema". Cosi' il Ministro Luca Zaia annuncia la decisione presa oggi presso il Palazzo dell'agricoltura dalla Commissione Sementi Geneticamente Modificate, nella quale sono rappresentati, oltre al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero della Salute, le Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Veneto. '

'Constato con soddisfazione - ha proseguito Zaia - che la posizione che in questi anni ha condiviso la stragrande maggioranza dei cittadini e dei contadini del nostro Paese, ha trovato, anche nelle diverse istituzioni rappresentate nella Commissione, una comunione di intenti che rassicura ulteriormente tutti i consumatori italiani. Gia' domani - ha concluso Zaia - firmero' il relativo decreto che mandero' ai Ministri della Salute e dell'Ambiente''.

Grande soddisfazione per la decisione anche dal presidente della Coldiretti Segio Marini che commenta "la posizione di chi non vuole gli ogm va oltre le questioni economiche ed etiche e tocca decisamente i temi di sicurezza ambientale e alimentare".

"Ci sentiamo in buona compagnia essendo in Europa ben 21 su 27 i Paesi dove non si coltiva mais geneticamente modificato (Ogm) mentre in Italia - ha sottolineato Marini - non c'e' sondaggio dal quale non emerga che tre italiani su quattro sono contrari e pertanto oggi plaudono a questa decisione. Per questo - continua il presidente della Coldiretti - esprimiamo forte apprezzamento per la tempestiva firma del Decreto da parte del Ministro delle politiche Agricole Luca Zaia", che come ha annunciato sara' firmato domani per poi essere inviato ai ministri della Salute e dell'Ambiente. "La decisione della Commissione sementi - conclude Marini - ha un valore ancora maggiore se si considera che in essa sono rappresentate, oltre ai Ministeri delle Politiche Agricole, della Salute e dell'Ambiente, le regioni italiane tra le piu' importanti dal punto di vista agricolo".

"Siamo soddisfatti perche' con questa decisione si ammette chiaramente che ad oggi non ci sono le condizioni per iniziare coltivazioni ogm". Cosi' Legambiente .

''Intraprendere la strada dei prodotti transgenici costituisce una scelta irreversibile, rispetto alla quale sono necessarie valutazioni che non lasciano nulla al caso - ha dichiarato Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente - e' per questo che siamo soddisfatti di come si e' pronunciata oggi la Commissione Sementi. Speriamo, dunque che ora il ministro prosegua su questa strada, scegliendo di utilizzare la clausola di salvaguardia, prevista dall'Unione europea, anche per la coltivazione della Patata ogm. Solo cosi' sara' possibile, infatti, proteggere l'agricoltura italiana dalle coltivazioni geneticamente modificate, di cui ad oggi non si conoscono i rischi, e continuare, cosi', a garantire l'assoluta sicurezza dei prodotti agricoli e la tutela della salute dei cittadini''.

"Un'importante risposta alle ultime decisioni Ue che con l'autorizzazione della patata transgenica 'Amflora' ha posto fine alla moratoria sugli organismi geneticamente modificati. Non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione per la decisione presa oggi dalla Commissione sementi che ha bocciato l'iscrizione dal registro di un mais Ogm". Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale ribadisce che l'agricoltura italiana non ha bisogno di biotech.

"Questa decisione, che rispecchia la posizione della stragrande maggioranza dei consumatori italiani contrari alle manipolazioni genetiche in agricoltura, e' una risposta chiara -aggiunge Politi- all'orientamento che sta assumendo l'Ue che, dopo oltre dieci anni, con l'autorizzazione della patata transgenica 'Amflora' ha messo la parola fine alla moratoria sugli organismi geneticamente modificati". "In questi anni la nostra agricoltura -rileva il presidente della Cia- e' riuscita a tutelare la sua inimitabile varieta' sia grazie all'azione svolta dai produttori che a quella della scienza che, pero', non ha avuto certo bisogno degli Ogm per andare avanti".

''La nostra ferma contrarieta' agli Ogm non scaturisce, quindi, da una scelta ideologica, ma dalla consapevolezza che la loro utilizzazione puo' annullare la nostra idea di agricoltura. Annullare l'unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercati: quello della biodiversita'. Non si tratta -sottolinea Politi- di una posizione oscurantista. Tutt'altro. Noi chiediamo alla scienza di continuare a contribuire alla crescita di questo tipo di agricoltura. E questo lo puo' fare senza ricorrere agli organismi geneticamente modificati, come, del resto, e' avvenuto fino ad oggi con risultati eccezionali''.

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