L'indagine presentata oggi a Roma

Italiani divisi tra desiderio di una vita lunga e la paura di non essere autosufficienti

ultimo aggiornamento: 04 ottobre, ore 15:11
E' il ritratto del rapporto tra gli abitanti dello Stivale e la longevita' che traccia l'indagine realizzata da Episteme per l'Italian Axa Forum


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Roma, 4 ott. (Adnkronos/Labitalia) - Divisi a meta', tra il desiderio di una lunga vita e la paura della non autosufficienza. E' il ritratto del rapporto tra gli italiani e la longevita' che traccia l'indagine 'Longevita': tra vita reale e immaginario sociale', realizzata da Episteme per l'Italian Axa Forum, e presentata oggi a Roma in occasione della decima edizione dell'appuntamento, incentrato quest'anno sui nuovi scenari della longevita' e il possibile ruolo delle assicurazioni.

Secondo la ricerca, la longevita' e' un'aspirazione condivisa dalla maggioranza del campione (62,6%), ma la qualita' della vita ne diviene il fattore fondamentale e il principale metro di giudizio: per il 25,2% degli intervistati raggiungere la fase della 'lunga vita' non significa infatti invecchiare veramente, perche' i progressi della qualita' della vita e della medicina permettono di restare giovani molto piu' a lungo.

Allo stesso tempo, si registra una scarsa consapevolezza e maturita' sul tema, che si realizza nella tendenza a spostare progressivamente in avanti l'inizio di tutte le fasi della vita: gli italiani mediamente pensano che si diventi adulti a 33,4 anni; addirittura 1 italiano su 4 colloca l'ingresso nell'eta' adulta tra i 40 e i 50 anni. Allo stesso modo, in media si ritiene che l'anzianita' inizi a 66,3 anni e che si diventi 'grandi anziani' a 80,3 anni. Restano forti resistenze, piu' o meno consapevoli, a riconoscersi 'anziani', se e' vero che quasi il 90% degli intervistati dichiara di sentirsi piu' giovane della propria eta' anagrafica.

Secondo l'indagine, oggi, "l'allungamento della vita si scontra con una ridefinizione del welfare e il risultato e' un 'corto circuito' che genera smarrimento e a volte un vero e proprio processo di rimozione". Ma e' la perdita dell'autosufficienza la grande paura degli italiani in relazione al tema della longevita'. La maggioranza del campione indica infatti come principale elemento di preoccupazione la perdita di autonomia, declinata in chiave decisionale, fisica e mentale: il 69,6% e' preoccupato di non essere mentalmente lucido, il 64,6% di non essere fisicamente autosufficiente, il 62,8% di perdere la possibilita' di decidere per se stesso.

La preoccupazione della non autosufficienza supera addirittura quella di non poter contare su una pensione dignitosa (51,1% degli intervistati) e di non avere beni di proprieta' a cui ricorrere in caso di necessita' economiche (30,8%).

Secondo l'indagine, sono cinque le fasi principali della vita a cui corrispondono diversi rapporti con la longevita'. Gli over 65 vivono uno stato segnato positivamente dai progressi della medicina e dalla generosita' del welfare e per loro la longevita' "corrisponde alla materializzazione del mito dell'eterna giovinezza, e rifiutano le etichette di 'anziano' o 'vecchio'". I 55-65enni, vittime di un vero e proprio 'corto circuito generazionale', sono invece gli 'eterni genitori', schiacciati dai problemi derivanti dal doversi prendere cura contemporaneamente sia dei figli adulti, non ancora autosufficienti economicamente, che dei genitori anziani, spesso alle prese con problemi di autosufficienza mentale e fisica, e per questa generazione la longevita' "diventa un 'privilegio' da difendere".

- I 45-55enni, oggi beneficiari di una relativa stabilita' professionale ed esistenziale, sono, secondo la ricerca, intrappolati in un vissuto di precarieta' dovuto alla "consapevolezza di aver davanti un futuro lungo e complicato, caratterizzato da un welfare progressivamente piu' avaro: per loro la longevita' rappresenta un'opportunita' ma anche una sfida". Diversa la situazione per i 35-45enni che attraversano una condizione di grande difficolta', in quanto protagonisti di un presente ancora da consolidare, e "per loro la longevita' e' un 'problema' da rimandare".

E la longevita' e' "una prospettiva da definire" per i 25-35enni, che sono consapevoli di essere al centro di "un processo di riconfigurazione totale dell'esistenza e per questo rimandano a un futuro indefinito la pianificazione della loro fase di 'lunga vita'".

In questa fase di smarrimento, secondo l'indagine, "e' ancora forte negli italiani la necessita' a far riferimento all'ombrello dello Stato, soprattutto sul tema della non autosufficienza (il 71,8% degli intervistati ritiene che dovrebbe essere lo Stato a prendersi cura dei non autosufficienti), ma questa richiesta di Stato si declina soprattutto come richiesta di maggior efficienza dei servizi, e questo vale per l'87% del campione".

Ma dall'indagine emerge anche che "1 italiano su 3 e' consapevole dell'importanza di attivarsi individualmente per la pianificazione della 'fase di lunga vita' ed emerge un'apertura verso il settore privato e, nello specifico, verso le assicurazioni, quali nuovi interlocutori sulle tematiche legate alla longevita', ruolo riconosciuto loro dal 51,3% del campione".

Nello specifico delle soluzioni per proteggere la fase della 'seconda vita', l'84,6% del campione dichiara un interesse nei confronti della 'Long Term Care', seguito dalle polizze malattia senza limiti di eta' (82,6%). Seguono forme di previdenza integrativa, finanziate con la nuda proprieta' (49%) o con la casa di proprieta' (40%).


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