Anev: "Siamo di fronte ai falsi miti del nostro mondo"

L'accettabilit sociale dell'eolico vicina all'82%, piace soprattutto a chi ci convive

ultimo aggiornamento: 07 settembre, ore 15:46
Gli impianti sperimentali, all'inizio del 2000, avevano una rumorosit maggiore ma oggi non pi cos. Per il presidente dell'Associazione nazionale energia dal vento "Le macchine moderne, che rappresentano il 99,5% dell'installato del mondo, non sono affatto rumorose. Crea molto pi problema il traffico in citt"


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Roma, 7 set. - (Adnkronos) - Si sente spesso parlare dell'eolico come 'nemico' dell'ambiente: rovina il paesaggio, crea problemi all'avifauna e all'agricoltura. Ma veramente cos? Secondo il presidente dell'Anev, l'Associazione nazionale energia dal vento, siamo di fronte "ai falsi miti del nostro mondo" e lo dimostra il fatto che "non ci sono impianti eolici che abbiano subito un'opposizione territoriale tanto da non realizzare la costruzione".

La polemica, dunque, commenta all'Adnkronos, " pi ideologica e poco legata al territorio come dimostra anche una recente indagine realizzata dall'istituto Ispo, guidato da Renato Mannheimer, secondo cui l'accettabilit sociale dell'eolico vicina all'82%". Un dato che "sostanzialmente rimasto invariato negli anni".

E non solo: "l'indagine dimostra anche che l'accettabilit cresce nelle popolazioni che vivono vicino a questi impianti". Secondo Togni, dunque, "la polemica forte non nasce dal territorio ma da alcuni signori molto rumorosi, come ad esempio Vittorio Sgarbi" che da anni, ormai, dichiara guerra alle pale eoliche.

Tra le accuse mosse all'eolico c' sicuramente anche la rumorosit: " vero che gli impianti sperimentali, all'inizio del 2000, avevano una rumorosit maggiore ma oggi non pi cos. Le macchine moderne, che rappresentano il 99,5% dell'installato del mondo, non sono affatto rumorose. Crea molto pi problema il traffico in citt".

Quanto ai problemi legati all'avifauna, purtroppo, spiega Togni, "gli uccelli si scontrano spesso su tutte quelle che sono le infrastrutture create dall'uomo. Secondo un'indagine della Commissione Europea, tra i responsabili troviamo al primo posto le autostrade mentre l'eolico quasi irrilevante".

Nonostante ci, "come associazione abbiamo istituito insieme a Legambiente un osservatorio nazionale sull'avifauna che partito lo scorso anno e a breve presenteremo i primi risultati". L'obiettivo, spiega il presidente Togni, " avere il minor impatto possibile. Per questo i nostri associati sono tenuti ad evitare di installare impianti dove presente fauna selvatica di pregio o rischio di estinzione". A fine 2011 la potenza installata ammonta a 7000 Mwatt "e sono 6879 le pale eoliche in Italia".


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