E' quanto denuncia CieloBuio

Maglia nera all'Italia, un miliardo di euro in illuminazione

Avezzano (AQ) (Foto di Marco Di Lorenzo - Fonte: CieloBuio)Avezzano (AQ) (Foto di Marco Di Lorenzo - Fonte: CieloBuio)
ultimo aggiornamento: 08 giugno, ore 16:33
Il Bel paese risulta essere la nazione con il numero di apparecchi per area urbanizzata e potenza media installata pi alto della media europea


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Roma, 8 giu. - (Adnkronos) - In tema di illuminazione pubblica, l'Italia risulta essere tre i Paesi pi spreconi, seconda sola alla Spagna, con una spesa energetica di un miliardo di euro. A denunciare una situazione 'insostenibile' per le finanze dello Stato ci pensa CieloBuio, il coordinamento per la protezione del cielo notturno, che in una lettera inviata al Governo suggerisce come risparmiare. Secondo i dati Terna, in Italia il consumo pro capite di 106 Kwh, pi del doppio della Germania (48 kwh, dati Universidad Complutense de Madrid) e quasi il triplo di Gran Bretagna (42 Kwh), Olanda e Irlanda (entrambe 40 Kwh). E non solo. (FOTO)

Secondo quanto riferisce CieloBuio, l'Italia risulta essere la nazione con il numero di apparecchi per area urbanizzata e potenza media installata pi alto della media europea. Senza riportare tutti al buio, ma semplicemente 'abbassandoci' al livello di altre nazioni, secondo CieloBuio possiamo arrivare a risparmiare oltre la met di quanto attualmente spendiamo, recuperando circa mezzo miliardo di euro ogni anno. In merito alla Spending review che il Governo sta mettendo a punto per tagliare la spesa pubblica CieloBuio suggerisce di adottare alcune misure. Si parte dallo spegnimento di tutti gli impianti di illuminazione pubblica al di fuori del limite urbano delle citt e delle luci per i monumenti e gli edifici storici dopo le 23.

Segue l'uso a pieno regime dei riduttori di flusso, laddove esistenti, durante l'intero arco della notte e lo spegnimento di met dei punti luce delle strade italiane sempre dopo le ore 23. Il coordinamento suggerisce anche di spegnere gli impianti dei privati non connessi alla produzione e modificare il meccanismo che permette l'escalation del numero di punti luce nelle nuove urbanizzazioni. Si consiglia anche l'imposizione di una tempistica per ottenere, entro il 2015, il dimezzamento dei consumi, ovvero di un consumo pro capite di 50 kwh/anno o meno e di un flusso luminoso pro capite di 1000 lumen, da diminuire ulteriormente negli anni successivi, e efficaci norme tecniche per la limitazione dell'inquinamento luminoso e per il risparmio energetico.

Negli ultimi 100 anni, spiega Fabio Falchi, presidente di CieloBuio, ''l'uomo ha aumentato sempre di pi i livelli di luminosit, sconvolgendo le abitudini degli animali notturni''. Certe specie, come di alcuni predatori, possono trarre vantaggio da una maggiore luminosit mentre altre, che devono nascondersi, sono penalizzate. In questo modo si altera completamente la catena alimentare. Altro esempio sono le tartarughe marine, che appena nate, attratte dalla zona pi luminosa, tendono ad andare verso l'entroterra e, quindi, verso una morte sicura.

Ma anche la salute dell'uomo a rischio. Circa una decina di anni fa, aggiunge il presidente di CieloBuio, '' stato scoperto un nuovo sensore dell'occhio che regola il nostro orologio interno e la produzione di melatonina. L'esposizione, anche breve, alla luce artificiale interrompe la produzione notturna di questo ormone''. Un deficit che ''alcuni studi israeliani mettono in correlazione con l'incidenza del cancro''. Le responsabilit sono da approfondire anche se recentemente l'International Agency for Research on Cancer ha inserito il lavoro notturno con distruzione dei ritmi circadiani nel gruppo 2A degli agenti probabilmente cancerogeni per l'uomo.

In questo scenario l'illuminazione a Led non ha scampo e viene bocciata. Tre le cause ''la luce bianca e azzurra che emana. La pi pericolosa e inquinante'' commenta Falchi. Le lampade al sodio, invece, caratterizzate dalla luce gialla, ''hanno un effetto sull'uomo e l'ambiente relativamente pi basso di quello dei Led che il mercato propone oggi''. Convertire in lampade a Led l'illuminazione pubblica, dunque, non la scelta migliore se l'obiettivo uno sviluppo sostenibile. ''E' una tecnologia ancora in divenire'' commenta Falchi spiegando che il Led ''potrebbe essere ideale per le citt del futuro, una volta che la luce blu emessa sar sostanzialmente diminuita''.

Come? ''il flusso emesso dai Led facilmente regolabile e quindi risulter molto semplice illuminare a pieno regime fino ad una certa ora, per poi diminuire il flusso anche di 10 volte a notte fonda, quando nessuno utilizza la luce prodotta. Una volta che dei sensori rilevassero la presenza di qualcuno per strada, i Led tornerebbero immediatamente alla piena potenza''. Il problema attuale, invece, '' che le lampade a led vengono utilizzate come quelle tradizionali''.

Ma oltre a ridurre l'inquinamento luminoso, le strade buie sembrano essere pi sicure. E' il risultato di una sperimentazione condotta in Francia che ha fornito buoni risultati: il numero di incidenti aumenta meno rapidamente nei tratti in aperta campagna (+12%) che in quelli urbani illuminati (+42%). E anche la gravit degli incidenti ampiamente superiore nelle zone illuminate, forse a causa dell'aumentato senso di sicurezza dato dall'illuminazione.

Per questo, sottolinea il presidente di Cielobuio, '' fondamentale capire che una giusta illuminazione non dipende dalla quantit dei punti luce ma dalla qualit''. E in ambito legislativo, ''in Italia siamo all'avanguardia a livello mondiale, tanto che la Starlight Initiative dell'Unesco ha adottato i parametri tecnici da noi suggeriti''. La prima delle leggi regionali contro l'inquinamento luminoso fu approvata in Veneto nel 1997. Esempio seguito nel 2000 da altre regioni, tra cui la Lombardia, la prima ad imporre la schermatura totale degli apparecchi, in modo che la luce vada solo verso il basso. Ad oggi, conclude Falchi, ''la regolamentazione manca solo in Calabria e Sicilia ed carente in Piemonte, Valle d'Aosta e Basilicata''.


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