"Fino al 2015 possiamo ancora far a meno del Deposito"

Nucci (Sogin), 50 possibili siti per il deposito nazionale delle scorie

ultimo aggiornamento: 12 ottobre, ore 15:15
L'ad dell'azienda che proceder al decommissioning delle centrali: "E' esigenza per Paese, serve Agenzia per l'individuazione"


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Roma, 12 ott. - (Adnkronos) - ''Il Deposito nazionale e' un'esigenza per il paese se si vuole concludere il ciclo nucleare e se vogliamo che i rifiuti come quelli legati alle attivita' di medicina nucleare, industriali e della ricerca trovino una sistemazione''. Ad affermarlo e' l'ad di Sogin, Giuseppe Nucci, illustrando il piano industriale 2011-2015. ''Abbiamo individuati dei siti, abbiamo fatto una lista di cinquanta possibili siti ma abbiamo bisogno di un arbitro: l'Agenzia per la sicurezza nucleare o l'Ispra per collaborare con noi, trovare una soluzione e individuare il sito''. Con l'individuazione dell'arbitro, sottolinea l'ad di Sogin, ''potra' iniziare l'iter''. Un iter che prevede circa cinque anni per la progettazione e le autorizzazioni e quattro anni per la costruzione.

''Speriamo di poter iniziare i lavori entro i termini del piano'', sottolinea Nucci. Gli investimenti previsti per la localizzazione e la realizzazione del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e del Parco tecnologico, che e' stata affidata nel 2010 alla Sogin, ammontano a circa 2,5 miliardi di euro di cui 600 milioni di euro per la progettazione la costruzione del Deposito nazionale; 1,1 mld per il Parco tecnologico e 800 milioni di euro per le infrastrutture. Il Deposito permettera' di mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dal decommissioning e dalle quotidiane attivita' di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti, oggi custoditi in diversi siti temporanei sparsi nel territorio italiano.

Il Deposito nazionale sara' una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, che consentira' la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attivita' e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attivita'. Degli oltre 90 mila metri cubi di rifiuti il 70% proverra' dagli impianti nucleari in dismissione mentre il restante 30% dalle attivita' di medicina nucleare, industriali e della ricerca. Tra questi rientrano, ad esempio, i rifiuti derivanti da radioterapie e diagnostica.

In attesa della nascita del Deposito nazionale ci sono quelli temporanei. ''In attesa di poter stoccare definitivamente i rifiuti radioattivi nel Deposito nazionale -sottolinea l'ad di Sogin- abbiamo la capacita' di stoccarli. Fino al 2015 possiamo ancora far a meno del Deposito ma man mano che passa il tempo diventa sempre piu' importante'' soprattutto perche' ''sono sempre piu' preponderanti'' i rifiuti radioattivi provenienti dalle attivita' mediche.

''Attualmente i rifiuti, per conto nostro, li stocchiamo nei depositi Nucleco'', la societa' controllata al 60% da Sogin e al 40% dall'Enea che si occupa della gestione integrata dei rifiuti e delle sorgenti radioattive, delle attivita' di decommissioning di installazioni nucleari, nella decontaminazione nucleare e/o da amianto di siti industriali. ''Cominciamo ad essere in sofferenza e dobbiamo trovare una soluzione a questo problema'', aggiunge Nucci che sottolinea: ''il problema non e' ancora allarmante ma dobbiamo preoccuparci di questo problema che diventera' sempre piu' importante''. Una cosa e' certa. L'Ue ha chiesto all'Italia entro l'agosto del 2015 di indicare il piano di realizzazione del Deposito nazionale.


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