MUSSOLINI: UMILIAZIONE PER IL PIU' GRANDE LATINISTA DELL'EPOCA
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MUSSOLINI: UMILIAZIONE PER IL PIU' GRANDE LATINISTA DELL'EPOCA
ETTORE ROMAGNOLI NON AVEVA CITATO IL DUCE IN UN'ISCRIZIONE

Roma, 29 apr. (Adnkronos) - Per non aver citato il nome del Duce in un'iscrizione marmorea, Benito Mussolini non esito' a umiliare uno dei piu' illustri latinisti dell'epoca, Ettore Romagnoli. Il capo del fascismo, che conosceva il latino solo per qualche lezione privata presa prima del diploma magistrale, apostrofo' duramente Romagnoli, accusandolo di aver preparato per il regime testi grammaticalmente errati.

L'episodio della bocciatura di Romagnoli e' stato portato alla luce dal professor Sergio Raffaelli, docente di storia della lingua italiana all'universita' di Siena, consultando le carte del gabinetto della presidenza del Consiglio conservate all'Archivio Centrale dello Stato di Roma. Nel 1931 il regime aveva incaricato l'Accademia d'Italia di preparare le iscrizioni celebrative per due ampie tabelle marmoree da collocare sul ponte del Littorio, con il quale si intendeva magnificare l'antica Roma che risorgeva in quella fascista.

Per la stesura delle epigrafi fu incaricato Romagnoli, che in breve tempo consegno' quattro diversi brevi testi al ministro dei Lavori pubblici, Araldo di Crollalanza. Giunte sul tavolo del Duce, le iscrizioni furono clamorosamente bocciate: ''Non ci siamo!'', scrisse a piena pagina sulla prima facciata della lettera ministeriale. Dopo quel verdetto, l'Accademia d'Italia affido' l'incarico non piu' a un professore universitario di chiara fama, ma all'ex insegnante di liceo Alfredo Panzini, noto soprattutto come lessicografo, grazie al fortunato ''Dizionario moderno''. La triplice menzione di Benito Mussolini, ''artefice della nuova Italia'', fece si' che le scelte di Panzini fossero accolte senza indugio.

(Pam/Zn/Adnkronos)