JUGOSLAVIA: DUBBI SUL ''MASSACRO DI RACAK''
economia
cronaca
spettacoli
sport
cultura
salute
lavoro
sostenibilità
internazionale
multimedia
regioni
immediapress
Segui Adnkronos

Sfoglia l'archivio Adnkronos


JUGOSLAVIA: DUBBI SUL ''MASSACRO DI RACAK''

Belgrado, 18 gen. - (Adnkronos) - L'equipe di medicina legale finlandese incaricata di far luce sul presunto massacro di Racak (15 gennaio 1999) ha concluso i suoi lavori, ma ammette di non aver trovato le prove che le vittime fossero effettivamente civili sommariamente giustiziati. La notizia viene data oggi con un certo risalto su numerosi giornali tedeschi, in quanto lo sdegno internazionale per il massacro - l'allora capo della missione Osce in Kosovo William Walker ne aveva immediatamente incolpato le forze serbe - aveva contribuito in maniera determinante a rafforzare in seno all'Alleanza atlantica la decisione di intervenire militarmente contro la Serbia per impedire il genocidio dei kosovari.

All'epoca le autorita' jugoslave avevano smentito la paternita' del massacro, suggerendo che le vittime erano guerriglieri dell'Uck, rimasti uccisi negli scontri a fuoco con le forze armate serbe. L'Uck, sempre secondo Belgrado, li avrebbe quindi rivestiti e utilizzati per una ben orchestrata campagna propagandistica.

Il prossimo numero della rivista specializzata ''Forensic science international'' (medicina legale internazionale) pubblica appunto il resoconto dell'indagine svolta dall'equipe finlandese: secondo la ''Berliner Zeitung'', che ha avuto in visione il documento, non e' stato possibile accertare in alcun modo che i 40 corpi di Racak fossero civili innocenti.

Uno dei problemi di fondo e' che, secondo le dichiarazioni rilasciate all'inizio del 1999 dall'Osce, le vittime sarebbero state uccise a freddo e spesso con un colpo sparato da breve distanza: ma i medici legali hanno trovato tracce di polvere da sparo unicamente su uno dei 40 corpi presi in esame.

(Nsp/Rs/Adnkronos)