SANITA' LOMBARDIA: FORMIGONI SU RIFORMA DEL WELFARE
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SANITA' LOMBARDIA: FORMIGONI SU RIFORMA DEL WELFARE

Milano, 20 nov. (Adnkronos Salute) - Compito dello Stato, del potere politico, non e' fare il bene comune, e nemmeno definirlo, bensi' creare e mantenere le condizioni perche' la societa' civile lo possa attuare. Con questa premessa il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e' intervenuto nel pomeriggio al convegno ''Osserviamo la sanita' che cambia'' che si e' tenuto oggi al Centro Congressi Cariplo.

Il presidente ha quindi illustrato il modello lombardo di riordino del settore sanitario e socio-assistenziale. ''Il processo avviato in Lombardia con la riforma - ha affermato - e' un episodio relativamente piccolo, ma in ogni caso importante per i lombardi, del superamento della crisi del welfare, ovvero della solidarieta' sociale di matrice statalista. E noi crediamo che questo episodio possa contagiare le altre regioni e avviare un confronto che aiuti a trovare risposte adeguate alle grandi questioni dibattute anche in questo convegno''.

Quattro gli aspetti sottolineati dal presidente Formigoni: il ruolo delle regioni nella sanita' che cambia; il concetto di libera scelta del cittadino; lo strumento azienda; il sistema di finanziamento. Dopo aver ricordato che ancora lo Stato disattende in pratica quanto stabilito dagli stessi decreti di riordino che affidano l'organizzazione dei servizi sanitari alle regioni, (citando ad esempio la finanziaria 1998 che scarica sulle regioni i debiti dello Stato senza lasciare margini di manovra adeguati), Formigoni ha proseguito affermando che ''la regionalizzazione della sanita', di fatto, e' cosa avvenuta e ogni tentativo di riassunzione dal centro di un ruolo organizzativo e' scelta del tutto anacronistica e dannosa al processo di miglioramento della sanita' italiana''.

Quanto al tema della libera scelta dei cittadini Formigoni ha ribadito che ''abbiamo ritenuto che la sanita' dovesse cambiare dal basso, dal momento in cui il bisogno incontra la sua risposta. In sintesi: a partire dal fatto che il cittadino deve essere libero di scegliere il medico, lo specialista, il laboratorio o la struttura, si e' cercato di individuare e ricostruire le condizioni per cui questo potesse realizzarsi''.

''Sul tema dell'aziendalizzazione la proposta lombarda rappresenta una grossa novita' - ha sostenuto il presidente - perche' ha promosso senza indugi il processo di aziendalizzazione della sanita'. Le aziende lombarde sono gli strumenti per il raggiungimento di obiettivi legati al miglioramento del rapporto tra risorse impiegate e servizi erogati. Per questo - ha aggiunto - abbiamo voluto distinguere due tipologie di aziende che hanno obiettivi profondamente diversi: di programmazione, verifica e controllo le une, e di produzione di servizi sanitari di qualita' le altre''.

Infine Formigoni ha affrontato il problema del sistema di finanziamento . ''Oggi il sistema e' bloccato sui trasferimenti dallo Stato alle Regioni e il margine per una politica di finanziamento dei servizi sanitari da parte regionale e' quanto mai stretto. Un fatto e' certo: l'attuale modello in cui lo Stato programma, gestisce e finanzia e' assolutamente inaccettabile''.

Concludendo il suo intervento Formigoni ha sostenuto che ''il concetto di welfare non e' assolutamente scindibile dal lavoro svolto in materia sanitaria. Per parte nosta non possiamo assumere il concetto che tutto cio' che viene dallo Stato sia buono e quanto dalla societa' civile sia cattivo. Il quadro e' semplice: la Regione definisce le regole del gioco e controlla che i giocatori le rispettino, pena l'uscita dal gioco''.

Secondo il presidente quanto intrapeso dalla Regione Lombardia non rappesenta l'ennesima tappa di un'interminabile riforma del Servizio sanitario, ma la realizzazione di quanto delineato all'interno dei decreti di riordino. ''Ma il 'bello' del nostro Paese, che sulla riforma del welfare e' bloccato sulle chiacchere, e' che non si vuole dare spazio ad un'iniziativa di un'istituzione, qual e' la Regione Lombardia, voluta dai cittadini prima ancora che dal legislatore. Noi proviamo lo stesso a percorrere questa strada''.

(Red/Adnkronos Salute)